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Le avventure di una giovane donna peruviana
Turista per caso

La storia a puntate di Angela, giornalista 30 enne, baby sitter e tanto altro ancora. Dal Perù a Milano per iniziare sola una vita nuova.

 

Trascorso quasi un anno da quando ero arrivata, l’Italia era ancora tutta da scoprire per me. La sua cultura, le sue abitudini, la sua geografia mi attiravano vivamente. Un Paese così affascinante rappresentava di per sé un richiamo irrinunciabile.


Quell’estate del 2008 era già alle porte e io, viaggiatrice come sono, sognavo una vacanza come Dio comanda. E già, invece, i miei incassi, lavorando appena mezza giornata, non mi avrebbero concesso granché.
Un pizzico di fortuna, però, modificò il mio modesto piano di trascorrere un solo weekend al mare. Si trattava di fare un lavoro-vacanza. La famiglia Buttarelli mi chiese di curare i suoi tre figli a Riva Trigoso, nelle vicinanze di Sestri Levante. Sarebbe stato un mese di spiaggia, sole... e tre dolci quanto supervivaci bambini di 6, 8 e 11 anni.

 

Cosí quel mese decisi di sospendere i miei impegni giornalistici per fare la tata… e che tata! I miei tre “terremoti” presero tutta la mia energia… Ero sempre su e giù, giù e su!... tra i giochi vari, le intense nuotate, i percorsi estenuanti nel parco avventura e le mille e una passeggiata....! Ci divertivamo davvero! E io sperimentavo la gioia bambina di sentirmi in famiglia. I Buttarelli erano proprio accoglienti e quell’agosto diventarono la mia famiglia, quella che avrei voluto avere vicina.

 

Nei miei giorni di riposo prendevo il mio zainetto e giravo. Cosí cominciai a scoprire la geografia italiana, eccome! Precisamente con uno dei posti più belli dove sia mai stata: Le cinque Terre, quelle che mi trasmisero la dolce sinfonia del mare ligure.
Non c’è angolino in quella regione dove la natura si sia dimenticata di dotare ogni cosa di un fascino perfetto capace di sedurre qualsiasi viaggiatore, svelando i suoi antichi segreti, singolarmente amalgamati tra il mare e la montagna.


Attratta dall’incanto delle Cinque Terre, scelsi Riomaggiore per attraversare a piedi il sentiero che porta fino a Monterosso, passando per Manarola, Corniglia e Vernazza. Nove chilometri, cinque ore di tragitto ed un sole intenso, afoso, proprio estivo. Ma ogni singolo passo, anche se a tratti impegnativo, offriva una squisita ricompensa e sensazioni uniche.


Il primo tratto, fino a Manarola, è proprio un’ode all’amore. È custodito dagli archi di pietra che ancora servono da riparo agli innamorati. Non a caso la Via dell’Amore è percorsa da tanti che trovano nel sussurro della natura il sublime linguaggio delle cose sentite e difficilmente esprimibili.


Anche il sentiero verso Corniglia avvolge immediatamente. “It’s just a paradise!” (è proprio un paradiso), sentii dire da una turista inglese visibilmente meravigliata - come gli altri turisti - per quello spettacolo che si svelava davanti a noi. Un cielo così blu marino che nel suo confine si confondeva con il mare mediterraneo; una riva cristallina che lasciava apprezzare i sassi dipinti per caso e i colori pastello delle case liguri. Nelle vicinanze... silenzio, si sentiva soltanto il rumore di un vento sottile proveniente dal mare che riusciva a rinfrescare un po’ i nostri visi gocciolanti per il calore e lo sforzo. Eppure, quei visi sudati non nascondevano la soddisfazione che solo si prova godendo dell’aria leggera e dell’odore particolare delle colline e del mare.


Ogni paesino delle Cinque Terre è dotato di un incanto proprio ed anche l’antichità e la modernità si coniugano graziosamente. Vernazza offre una torre che dà conforto ai piedi già stanchi dei turisti meno allenati.


L’ultimo tratto è ancora più lungo ed estenuante con salite e discese sul sentiero di pietre capricciose. I passi rallentati ed il respiro pesante di alcuni escursionisti facevano temere la capitolazione... per fortuna qualche sporadica casa annunciava la vicinanza dell’ultima Terra. Infatti… eccola!... Monterosso: semplicemente bella e piena di gioia estiva, con un mare che si mostrava propizio per un bagno rinfrescante.


Nonostante il lungo percorso e le forze esaurite, il concerto marino ancora seduceva. Così, guidata da quella sinfonia raggiunsi la spiaggia con la voglia inquietante di conquistare il mare. Presi una canoa e mi lasciai cullare dalle onde. Sullo sfondo del paesino si riusciva a vedere il classico campanile che batte irrimediabilmente le ore. Dondolata dall’acqua ed immersa nel profondo canto della natura, sollevai la testa e fissai lo sguardo sul campanile. Le lancette dell’orologio si erano fermate. Meglio cosí.

di Angela Roig Pinto, illustrazioni di Francesca Sassoli