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Le avventure di una giovane donna peruviana
La mia isoletta

La storia a puntate di Angela, giornalista 30 enne, baby sitter e tanto altro ancora. Dal Perù a Milano per iniziare sola una vita nuova.                                


Una giusta dose di colori pastello, una sottile sfumatura borghese e una pennellata generosa di blu lacustre. Al Lago d’Iseo, i pittori si sono messi d’accordo su cosa si intende per bellezza paesaggistica da dipingere. Chi si improvvisa intenditore di pittura ha capito che su quest’isola, tra Brescia e Bergamo, si trova uno dei posticini più belli d’Italia per regalarsi una passeggiata spensierata. 


E uno svago era proprio ciò di cui avevo bisogno. Perché nella vita dell’immigrato, di penitenze e ostacoli, in una società che fa fatica ad aprirsi, ne abbiamo fin troppi. Perciò per divertirsi, i miei connazionali si riuniscono nei parchi, in famiglia e tra amici. Giocano a calcetto, mangiano piatti latinoamericani, bevono, ballano. Si godono le loro domeniche come se fossero in patria, anche se tutto ormai è diverso.
  

Io preferisco scoprire l’Italia. E cosí, una delle ultime domeniche d'estate, col rischio di qualche acquazzone impertinente, mi sono incamminata verso Montisola. L'isola lacustre più grande d'Europa, ricca di borghi medievali che fanno del loro meglio per trasportare i visitatori ai tempi di castelli e cavalieri.

 
Per quanto mi riguarda, mi accontento di un 'cavallo' a due ruote adatto a percorrerla tutta. La bici non era per la verità nelle condizioni migliori, ma la ragazza del noleggio mi ha assicurato una passeggiata piacevole. Solo sentirla parlare, col suo accento marcato, era già un piacere.

 
I locali ti attirano, con il loro parlare cantato. Come quello di un gentile residente che, appena scesa dal traghetto Sulzano-Montisola, mi avverte: “Stai per fare la passeggiata più bella d’Europa, secondo i pittori”.


Peccato che i pittori non aiutano a pedalare, e - anche se poche -, le salite del tragitto si facevano sentire. Un po’ per l’orgoglio di una ciclista mancata, un po' per la tanta voglia di vedere ogni angolo della bella Montisola, continuavo a spingere la bici costeggiando il lago. Il primo paesino, Sensole, già compariva (menomale!) quando sono stata costretta a fare una sosta di rigore. Non perché mi mancassero le energie per pedalare in salita (uffffffff!), ma perché ero stata attratta dall’isola privata di San Paolo e dall’immensa dimora di chi sa quali contemporanei nobili. "E poi dicono che l’Italia sia in crisi!", pensavo.

 
Dopo la prima fortunata discesa mi addentro a Sinchignano, le cui strette stradine di pietra sono un ottimo pretesto per fare un’altra sosta. Quel paesino incuriosiva a prima vista, sia per la sua architettura rimasta invariata nel tempo, sia per la serietà con la quale i suoi residenti celebravano i sacri onori cattolici.


'Viva il nuovo parroco!', 'Benvenuto Don Davide!', segnavano ampi cartelli di un giallo fosforescente, come per non temere di passare inosservati nell'offrire accoglienza alla nuova autorità ecclesiastica. Capii, in quel momento, da dove provengono le usanze tipiche del cattolicesimo, identiche anche nel mio Paese.


Erano appena passate le 10.30 e il paesino profumava già di ragù che, senz’altro, sarebbe andato a finire nella sacrosanta pancetta del parroco - pensavo.


Prima del suono delle campane, che indica l'approssimarsi della messa e anche del santo pranzo paesano, riprendo la bicicletta. Dopo un’ora e un quarto di salutare pedalata, il giro finisce con un tratto piano: perfetto per osservare un ultima volta il panorama, sempre affascinata dall’incanto di quel pezzettino paradisiaco d’Italia. Provai sensazioni a fior di pelle. Magia pura. Impossibile non inchinarsi davanti a quei paesaggi accattivanti. 


Il Lago d’Iseo è davvero particolare. Non a caso è scelto da pittori, ciclisti avventurieri e dai parroci festivi. Perciò, - altro che una villa in Perù -, la mia isoletta è ormai prenotata a Montisola. E, il pranzo?... Senza dubbi, accanto a Don Davide.

di Angela Roig Pinto, illustrazioni di Francesca Sassoli