Erano in 14, sono rimasti in dieci. Cercano un futuro verso cui partire, intanto hanno trovato un campo, un pallone da calcio e qualche sorriso in più. Sono i profughi tunisini ospitati a Montarrenti, suggestivo torrione fortificato nella campagna senese, uno dei 22 centri messi a disposizione in Toscana all'inizio di aprile per ospitare lo 'tsunami umano', secondo la nota e incauta definizione.
Alla spicciolata, alcuni di loro hanno cominciato a prendere altre vie sin dai primi giorni successivi allo sbarco; ne restano ancora dieci, alloggiati in questa struttura recentemente recuperata da Arci in chiave ricettiva e per l'allestimento di iniziative di carattere sociale.
Una di queste, in collaborazione con Uisp e Provincia di Siena, si è concretizzata pochi giorni fa, seppure in sede distaccata: all'Acquacalda per la precisione, periferia nord del capoluogo senese, che da decenni ospita studenti e non desiderosi di sport attivo negli impianti del Cus Siena.
E' stato il campo sintetico di calcetto ad ospitare un'inedita sfida tra una rappresentativa di studenti Cus e la 'nazionale tunisina di Montarrenti', ovvero l'estemporanea formazione composta dai residui ospiti del campo. E' finita 4-3 per le maglie bianconere del Cus, ma alla fine nessuno tra gli ospiti ha fatto sceneggiate alla Mourinho.
Ha prevalso piuttosto la voglia di conoscersi e condividere da vicino una serata di movimento, e non solo: una pizza collettiva a seguire, qualche conoscenza in più per tradurre l'italiano dal francese, e viceversa. Non a caso, l'Arci senese ha allestito corsi elementari di lingua italiana per i migranti, che in questi giorni vengono assistiti dal Centro provinciale per l'Impiego nell'orientamento verso un orizzonte di vita, oltre che professionale. Nelle intenzioni dei promotori, altre iniziative analoghe seguiranno a breve a Siena; sempre che il loro futuro non sia già altrove, Schengen permettendo.
di Massimo Sollazzini (1 luglio 2011)
Simona La Mantia oro invece nel salto triplo