Un libro imperdibile per capire perché l'Italia è il Paese che è diventato
“Senza questi ragazzi il Paese sarebbe più vecchio e avremmo minori potenzialità di sviluppo. Senza gli immigrati il fardello del debito pubblico sarebbe più difficile da sostenere". Così, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l'incontro con 'I nuovi cittadini italiani' al Quirinale, ci ricorda che l'immigrazione fa ormai parte, a tutti gli effetti, del nostro presente e anche della nostra storia.
La stessa che si invita gli immigrati a conoscere, con Cortissima STORIADITALIA 1860-2010, il progetto testuale e audiovisivo che propone per la prima volta un agile strumento di informazione per uomini e donne provenienti da altri Paesi, che lavorano e studiano in Italia e hanno bisogno di conoscerne meglio la lingua, le vicende politiche e la Costituzione italiana: perché la nostra storia è ormai anche, in parte, la loro storia.
Il libro, scritto da Gianguido Palumbo, in collaborazione con Giacomo Verde, ha questo intento. Ma ne ha anche a altri. “Non solo Stranieri in Italia – spiega Palumbo - ma anche Italiani all'estero, nuove generazioni che stanno perdendo coscienza della storia del Paese di origine. E poi vuole parlare agli italiani, soprattutto ai giovani e agli studenti delle scuole superiori che solo alla fine del percorso di studi, e non sempre, arrivano a conoscere l'Italia contemporanea”.
E' una storia “cortissima”, e non lo nasconde, anzi lo annuncia nel titolo, che comunica la forza sintetica del progetto: un'ora di lettura e poco più di un'ora di visione del film. 150 anni in dieci capitoli, narrati col ritmo di un racconto per mantenere viva l'attenzione, così come faceva il Contastorie di una volta. Si inizia con l'Unità d'Italia, attraversando le due Guerre mondiali e la Resistenza, ed esplorando Dopoguerra, Prima e Seconda Repubblica, Tangentopoli e Terrorismo, fino alla visita di Gheddafi a Roma. Ci sono date e numeri importanti “ma non giudizi forti sui fatti raccontati, pur riconoscendo che non esiste e non è possibile la neutralità. C'è la politica, l'economia, la cultura, ma si parla anche di scienza, spettacolo e di piccoli grandi eventi, come l'invenzione della Nutella”, spiega l'autore.
A pubblicare il libro, (presentato presso la sede della società Dante Alighieri, alla presenza, tra gli altri, di Delfina Licata, Curatrice del Rapporto “Italiani nel Mondo” - Fondazione Migrantes e Luca Odevaine, Vicepresidente della “Fondazione IntegrA/Azione”), la Ediesse, casa editrice della Cgil. “Ci misuriamo in prima persona col tema immigrazione perché di fatto ha cambiato la fisionomia del nostro sindacato, rendendolo multietnico” spiega Pietro Soldini, responsabile Politiche dell’immigrazione CGIL. “Sono 400.000 gli immigrati presenti nel nostro sindacato. Rappresentano il 15% dei lavoratori attivi dei nostri iscritti e molti di loro dirigono le strutture confederali o di categoria. La conoscenza della lingua e della Costituzione sono fondamentali per un'efficace integrazione e gli stessi immigrati lo sanno, per questo hanno bisogno di strumenti che dovrebbero esser forniti dalla non solo dal terzo settore e dalle associazioni di volntariato ma dallo Stato e dalla scuola pubblica”.
Unite Charles Darwin alla globalizzazione e otterrete una delle più importanti opere teatrali a tema ambientalista, portata in scena da un cast con attori italiani, e immigrati sudamericani. Dopo aver attraversato in lungo e in largo gli Stati Uniti e l'America Latina ora finalmente approda anche in Europa, Italia compresa.
La regia è di Cristian Loor, che mette in scena il racconto di Ruga, una tartaruga gigante, orfana che vive assieme alla madre e ai nonni sulle Isole Galápagos. E qui che entra in scena Darwin, il grande scienziato, che ispirato dalle Isole Galápagos creò la teoria dell’Evoluzione. Insieme ai suoi amici oriundi e a “Madre Natura” saranno chiamati a fronteggiare l’espansione di “Contaminazione”, un mutante che mira alla distruzione dell’isola, spingendo alla riflessione tutti gli ignari responsabili di questo disastro ambientale.
Il 22 dicembre la compagnia arriva in Italia per preparare la nuova stagione di presentazioni. Una seconda fase del progetto Ruga Planet include la realizzazione di un libro illustrato e un cortometraggio animato.
L’iniziativa è promossa dal Ministero degli Affari Esteri, Commercio e Integrazione dell’Ecuador, l’Ambasciata dell’Ecuador in Italia, il Consolato dell’Ecuador a Milano, l’Ufficio Commerciale dell’Ecuador in Italia, la Provincia di Milano, il Comune di Milano e la Cisl.
Nel pieno dell’“emergenza immigrazione”, lunedì 20 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato. Abbiamo voluto ricordare la ricorrenza a Bergamo, terza città della Lombardia per presenza di immigrati (12,4% della popolazione, secondo i dati Ismu), che per questa occasione si è fatta promotrice di numerose iniziative.
Una in particolare ha attirato la nostra attenzione. “Io sono la prima e l’ultima: la parola a me stessa – adesso parlo io”. Si tratta di un video realizzato durante un laboratorio espressivo e di video partecipativo da un piccolo gruppo di donne provenienti da diversi Paesi del mondo. Alcune di esse sono richiedenti asilo politico.
Sedici incontri tra gennaio e maggio 2011. Le persone, specie quelle che hanno alle loro spalle un vissuto travagliato faticano a raccontare, a fidarsi, a superare i pregiudizi reciproci che esistono tra “stranieri”. Maria ed Evita, entrambe boliviane, ci hanno parlato del loro iniziale scetticismo, lo hanno fatto “giusto per ritagliarsi un po’ di svago” tra le mille preoccupazioni che devono affrontare ogni giorno. Io ho visto due persone piene di speranza e voglia di riscatto quando ho parlato con loro, due ragazze di ventitré anni, ciascuna con un figlio, che attraverso questa esperienza sono arrivate a capire ed esprimere che “non solo la casa ed il lavoro possono rendere felice una persona, ma più di tutto la realizzazione di se stessa, con tutte le difficoltà del caso ma anche a prescindere da esse”.
Piccola Bottega Nevul è un progetto, un luogo, un insieme di persone, mai uguale a sé stesso in perenne divenire. Michele, ideatore e fondatore, da qualche tempo usa il metodo del video partecipativo come strumento di recupero sociale. “Il video partecipativo è un insieme di tecniche per accompagnare un gruppo o una comunità nella progettazione e creazione di un proprio film-documentario. Questo processo genera empowerment, dà la possibilità a gruppi e comunità di attivarsi per risolvere i propri problemi, di comunicare i propri bisogni e idee alle istituzioni e ai cittadini di altre comunità o gruppi. Il video partecipativo si muove sul confine fra audiovisivo e azione sociale, attraverso laboratori di formazione e produzione”.
Dopo l’esperienza di un anno come volontario del servizio civile presso un centro di sostegno per adolescenti, dopo aver messo a disposizione la propria esperienza e presso alcune ONG presenti sul territorio e dopo una serie di risposte negative corredate dalla giustificazione della mancanza di fondi, ha deciso di prendere in mano la situazione. L’idea gli è venuta una volta ottenuto l’appartamento e con esso il ruolo di custode del Condominio Solidale Mater, un progetto finanziato attraverso i fondi del Comune e seguito dalla Cooperativa Ruah, nato con lo scopo di promuovere l'inclusione sociale di donne sole o con minori, italiane e/o straniere, in situazioni di difficoltà abitativa.
Il Condominio è inoltre inglobato nel Sistema di Accoglienza per i Rifugiati e i Richiedenti Asilo (SPRAR), una rete di ospitalità orgnizzata ed istituzionale. Michele ha così fondato la sua associazione, che si riduce a se stesso ed alle persone che di volta in volta partecipano al suo laboratorio. Ha fatto la proposta alle sue vicine di casa, ha imparato le arti del montaggio, ha creato il suo sito internet (www.piccolabotteganevul.it) e lunedì ha presentato i risultati del suo lavoro al Teatro San Giorgio di Bergamo insieme alle neo-attrici/registe.
Il Teatro San Giorgio è stato il punto di raduno per un centinaio di persone che si sono trovate per assistere anche allo spettacolo teatrale “Bambagia”, allestito dalla responsabile della Onlus “Fabbrica Dei Sogni”. Un plauso a Bergamo ed in particolare al lato solidale della città, senza dimenticare, che prima di fare questa intervista, mi son fermata per un panino veloce da Sultan in piazza Pontida: un ottimo kebap ha reso tutto più saporito!
Di Laura Filios
(24 giugno 2011)
Impressionante la trasformazione dell'attrice che interpreterà l'ex primo ministro inglese in "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd