
“Vorrei portare in Italia il rispetto per le tradizioni, soprattutto il rispetto per gli anziani. Abbiamo un gesto nel mio Paese: quando si incontra una persona più anziana, le si prende la mano e la si porta alla fronte, in segno di grande rispetto. Noi viviamo nel vostro Paese, siamo stranieri della vostra terra, e cerchiamo di inserirci al meglio, cerchiamo di vivere come gli italiani anche se è importante mantenere alcune delle nostre tradizioni, quelle più importanti. Per noi filippini la domenica è sacra: andiamo a messa insieme a tutta la nostra comunità; anche qui in Italia cerchiamo di mantenere questa usanza, anche se alcuni preferiscono frequentare le chiese italiane. Sono arrivata in Italia una vita fa, è stata dura farsi strada qui, lontano dai miei figli che erano ancora nel mio Paese, per cercare di offrire loro una vita migliore, ma ho incontrato persone valide che mi hanno sempre aiutato molto, mi sono affezionata a questo Paese e ai suoi abitanti: per questo voglio vivere qui, portando nella vita di tutti i giorni alcune piccole tradizioni che mi ricordano le mie Filippine”.

“Vorrei portare in Italia la musica brasiliana. Parlo di quella musica vera, che piace al brasiliano moderno festaiolo, non la musica del carnevale. Io non sono del resto un brasiliano regolare, vivo ormai in Italia e non voglio andarmene: sono diverso dai miei connazionali che tendono a vivere all'interno di comunità brasiliane e sognano di tornare nel loro Paese. Io in Italia mi trovo bene perché gli italiani sono gentili e espansivi come i brasiliani, o quasi. Del mio Paese, quindi, mi manca la musica, il senso del ritmo, quello vero, sconosciuto a voi italiani”.

“Una delle cose più importanti del mio essere filippino è la cultura cristiana che ritrovo molto simile qui in Italia. Se non fosse stato così sarebbe stata la cosa di cui più avrei sentito la mancanza. Per noi andare a messa la domenica è molto importante, ci ricorda da dove veniamo e allo stesso tempo ci fa sentire uniti con qualcosa di più grande. Fortunatamente tutta la mia famiglia è qui in Italia con me e delle Filippine sento la mancanza solo del mare e del mio paese d'origine, Subic. Ci penso spesso e immagino come sarebbe stata la mia vita là se solo ci fossero state possibilità lavorative per me e per i miei cari. Questo mi piace dell'Italia: la possibilità che abbiamo di lavorare, guadagnare meglio e permettere una vita migliore alle nostre famiglie".

“Cosa porterei in Italia del mio Paese? Le “frites”. Mi spiego meglio: in Belgio abbiamo l'usanza di uscire la sera e trovarci con gli amici intorno a uno, o meglio, vari piatti di patatine fritte accompagnati da buona birra. In queste serate in compagnia le cose più importanti sono la generosità e l'ospitalità: ti può capitare quindi di pagare otto-dieci birre in una sera per offrirle ai tuoi amici, sicuro del fatto che la prossima volta offriranno loro. Questa abitudine ci fa sentire ben accetti e desiderati dai nostri amici ed è fondamentale quando si conosce qualcuno di nuovo: lo straniero sarà allora più facilmente un nuovo amico”.

“C'è una tradizione nel mio Paese che noi filippini teniamo a portare e rispettare anche qui in Italia: la messa della domenica. Per il mio popolo andare a messa tutti insieme, con la propria famiglia, la domenica è molto importante, è un momento che ci fa sentire uniti e ci ricorda il nostro Paese. Non è obbligatorio: è qualcosa che sentiamo di fare. Sono sposata con un italiano e abbiamo tre figli ormai adolescenti: anche se nati in Italia si sentono più filippini che italiani, la nostra tradizione culturale è molto forte, la nostra lingua è fortemente radicata in noi. Ho imparato a cucinare italiano per lavorare nelle varie famiglie, ma porto la nostra tradizione culinaria sempre nel cuore: il nostro modo di mangiare il riso per esempio è qualcosa che non posso in nessun modo dimenticare”.
