

Narra la leggenda che nel passato le principesse indiane addestrassero i cheetah (leopardi), insegnandogli a cacciare cheetal (un tipo di cervo dal mantello a macchie bianche). Nonostante questo gioco prenda spunto da questa leggenda i ruoli di cacciatore e prede in questo caso sono intercambiabili.
Per iniziare i giocatori vengono divisi in due squadre (i primi saranno cheetal e i secondi i cheetah) che si schierano lungo due righe parallele, tracciate a terra a un paio di metri una dall’altra. A cinque-dieci metri da ognuna di queste righe ne vengono tracciate altre due una a destra e l’altra a sinistra delle prime due, oltre le quali i giocatori potranno mettersi in salvo quando ne avranno bisogno. Il conduttore designato del gioco racconta quindi una storia dove compaiono spesso le parole cheetal e cheetah. Ogni volta che i cervi vengono nominati, questi devono inseguire i leopardi, che corrono verso la loro riga di fondo campo. Quando sono i leopardi a essere nominati sarà il loro turno di inseguire gli avversari, cercando di catturarli prima che si mettano in salvo. I giocatori che vengono toccati dai cacciatori di turno perdono e escono dal gioco. Ovviamente vince la squadra che riesce per prima a catturare tutti gli avversari.




200 g. di farina bianca;
1/4 di cucchiaino di bicarbonato + 6 g. di lievito per dolci, oppure12 g. di lievito di birra;
45 ml. di latte;
2 cucchiaini di zucchero;
50 g. di yoghurt bianco non zuccherato;
2 cucchiaini di burro o ghee (burro chiarificato)
“Naan” è una parola persiana che significa molto semplicemente “pane” e a introdurre questa ricetta in India fu la dinastia Moghul, proveniente proprio dalla Persia.
Per riproporla nelle vostre case impastate tutti gli ingredienti a parte il burro, aggiungendo un po' d'acqua tiepida, fino ad ottenere una pasta morbida ma non eccessivamente appiccicosa. Lasciate quindi riposare per dieci minuti, poi incorporate il burro, incidete a croce e lasciate lievitare coperto da un panno umido per due ore.
Dopo la lievitazione dividete l'impasto in porzioni facendo delle palline e lasciatele lievitare ancora mezz'ora. Nel frattempo riscaldate il forno a 180º (per la precisione il naan dovrebbe cuocere nel tandoori, un forno cilindrico d’argilla tipico dell’India, ma ci si può accontentare anche di un normale forno elettrico). Una volta caldo il forno inserite i naan e cuoceteli più o meno dieci minuti, senza farli colorire troppo.
Prima di infornare potete cospargerlo con semini di cipolla (kalonji o nigella seeds), oppure con semi di papavero. Appena sfornato spennellate il pane di burro fuso e buon appetito.

Classico gioco diffuso in tutto il paese, per giocare bisogna formare due squadre composte dallo stesso numero di giocatori.
Il gioco ruota tutto intorno alla “bandiera” (un pezzo di stoffa qualunque), oggetto del desiderio dei giocatori che dovranno cercare di impadronirsene.
Per iniziare si traccia una linea lungo il centro del campo da gioco e altre due equidistanti dalla prima che segneranno la “casa” madre di ciascuna squadra. A uno degli estremi della linea centrale si posiziona il "banditore", ovvero colui che tiene la bandiera in mano e chiama i giocatori (precedentemente numerati in modo tale che ogni coppia di giocatori avversari sia identificata da un unico numero). Ai lati del "banditore" si allineano le due squadre, una in fronte all'altra.
Sentendo nominare il proprio numero i giocatori designati devono correre verso il banditore e prendere la bandiera, senza però sorpassare la linea di centrale, altrimenti il punto viene dato alla squadra avversaria. Il giocatore che prende la bandiera per primo scappa quindi verso la propria “casa” mentre il giocatore avversario deve rincorrerlo e cercare di toccarlo prima che raggiunga la propria linea di salvezza, in modo tale da fare punto ed evitare che lo faccia l'altro. Vince chi al termine del gioco ha segnato più punti.

500 grammi di farina non troppo setacciata (altrimenti diventa esageratamente fine);
2 grammi di bicarbonato di sodio;
150 grammi di strutto;
sale q.b.
Antichissima è la presenza della piadina sulle tavole romagnole, fino a quando negli anni ’60 ha rischiato di essere dimenticata insieme a molte delle più antiche tradizioni contadine. Fortunatamente così non è stato, anzi, la notorietà della piadina è aumentata in modo esponenziale diffondendosi in tutta Italia.
Sfornare delle ottime piadine è più facile di quanto si pensi. Cominciate impastando tutti gli ingredienti assieme, aggiungete quindi un po' d'acqua fino a formare un impasto piuttosto sodo (al posto dell'acqua potete usare del latte o addirittura vino bianco secco). A questo punto stendete l’impasto col mattarello, formando un tondo di pasta più o meno sottile a seconda dei gusti (cospargete di tanto in tanto il mattarello con la farina, altrimenti la pasta si potrebbe attaccare al legno bucandosi). Mettete quindi a cuocere la pasta su un testo di terracotta, a fuoco vivace.
Man mano che la piadina si cuoce sulla superficie si formeranno delle piccole bolle, schiacciatele con la punta di una forchetta. A questo punto non vi resta che rigirare le piadine con un coltello a lama lunga fino a cottura ultimata e gustarle farcendole a piacere.



