I nuovi milanesi che vivono al Giambellino saranno tra i protagonisti dell'Immigration day e di Piacere immigrato, eventi organizzati all'interno del Milano Film Festival, in programma dal 10 al 19 settembre 2010. "Abbiamo pensato al Giambellino perché è un quartiere multietnico, con un'importante presenza di egiziani" - spiega Lara, tra gli organizzatori della kermesse cinematografica. Quest'anno una delle tre serate chiamate Piacere immigrato sarà dedicata proprio alla comunità egiziana. Le altre, invece, a quelle peruviana e cingalese o filippina. "Stiamo lavorando con alcune associazioni della zona - continua Lara - che ci stanno aiutando a entrare in contatto con gli immigrati. Vogliamo coinvolgerli il più possibile perché crediamo che la loro presenza al festival sia importante". Tra le associazioni ci sono Giambellinitaly, Samarcanda e Le radici e le ali, tutte formate da volontari.
Giambellitaly è attiva dal 2005 e organizza eventi e laboratori ludico-artistici, a partecipazione gratuita, con bambini e adolescenti. Molti sono figli di stranieri. "La sede è al Centro di aggregazione giovanile del Giambellino - raccontano Ilaria e Domitilla, tra le fondatrici dell'associazione - ma da qualche tempo utilizziamo anche lo Spazio d'azione (via Odazio 7), una sala con giardino che è stata data in gestione dal Comune di Milano a sette diverse associazioni e cooperative presenti sul territorio". E' proprio lì che lo scorso sabato è stata organizzata una serata di presentazione delle iniziative del Milano Film Festival rivolte agli immigrati.
Samarcanda, invece, organizza corsi di italiano per immigrati. "Da ottobre a giugno - spiegano Arianna e Michelangelo, due dei venti insegnanti volontari - seguiamo un centinaio di immigrati. Ogni alunno frequenta due lezioni la settimana, delle durata di un'ora e mezza ciascuna. In media i nostri studenti hanno tra i 30 e i 35 anni, anche se non mancano ragazzi più giovani e persone sui cinquant'anni. Un terzo di loro è di origine egiziana. Il resto, invece, è sudamericano, filippino e cingalese. La maggior parte sono maschi. Molte donne della zona, infatti, preferiscono frequentare i corsi della Fondazione Verga, destinati a un'utenza tutta al femminile e con spazi di babysitting per i bambini".
Samarcanda fa parte, insieme a Le radici e le ali, alla rete Scuole senza permesso, di un network di associazioni che dà la possibilità anche agli stranieri irregolari di seguire i corsi di italiano. Le radici e le ali è una onlus che, tra l'altro, gestisce uno sportello di consulenza sulla casa e sul lavoro. "Ma ci occupiamo anche di un doposcuola per figli degli immigrati e dei milanesi - dice Antonio, uno dei volontari - e il venerdì sera proiettiamo film o organizziamo serate aperte. Inoltre partecipiamo alle iniziative cittadine sui diritti dei migranti, ma non solo. La nostra, prima di tutto, è un'associazione antirazzista".
"Il Giambellino - continua Antonio - è un quartiere multietnico dove è importante mantenere viva una cultura contro la discriminazione. Qui ci sono ancora resistenze per l'integrazione, sia da parte degli immigrati sia degli italiani. Nonostante la presenza degli stranieri sia una realtà da oltre 15 anni, la convivenza è piuttosto faticosa. Anche a causa della crisi e dei messaggi demagogici diffusi dai media, molti italiani hanno un atteggiamento ostile nei confronti degli stranieri. Le associazioni presenti sul territorio cercano di favorire l'integrazione - conclude Antonio - ma i nostri sforzi a volte sembrano non bastare. C'è molto lavoro da fare e ci servirebbe un aiuto, in particolare dalle istituzioni che, invece, purtroppo, a volte ostacolano il percorso di integrazione, alimentando la guerra tra poveri".
di Olga Balti (22 luglio 2010)

Oltre una ventina di stranieri ha partecipato, sabato scorso, alla serata promossa al centro di via Odazio 7, nel quartiere Giambellino, dal Milano Film Festival e dalle associazioni Giambellitality e Samarcanda. Durante la serata sono stati proiettati otto cortometraggi sul tema dell'immigrazione. "Sono contenta di prendere parte a eventi come questi" ha detto Janet, peruviana, da 17 anni in Italia. Dello stesso parere Mustafa, che viene dall'Egitto dove si è laureato in chimica. Adesso lavora come impiegato in una società farmaceutica. Soddisfatto della serata anche Vipan, un indiano di 23 anni. "Momenti come questi sono importanti perché posso uscire di casa, distrarmi e conoscere nuove persone". Vipan, in Italia da quando aveva 16 anni, fa il badante a un uomo di 80 anni. Anche Aziz ed Ezziz, originari rispettivamente del Marocco e dell'Egitto, hanno apprezzato l'iniziativa.
Per il 42% dei delegati della Cgil l'immigrazione è "fonte di nuovi problemi sociali". Tra questi pare ci sia anche il non volere il tesserino del sindacato.

ASILI PER TUTTI? E' GIUSTO DARE ANCHE AGLI IRREGOLARI GLI STESSI DIRITTI DEGLI ITALIANI NELLE GRADUATORIE?
Giovanna - Ah, perché funziona così? Sarà che a Palazzago (Bg) abbiamo dovuto ricorrere ai tribunali perchè non veniva consegnato l'assegno ai nuovi nati figli di immigrati lavoratori regolari.... e ce ne sono molti in questo Paese. Nessun iscritto all'asilo nido. Sarà che costa troppo?
Laura Chang - I bambini sono bambini. Vanno sempre tutelati. Ma la mancanza generalizzata di asili nidi, secondo me, impone una riflessione più attenta. Giusto che tutti i bimbi possano andare al nido, ma bisogna costruirne di più, per evitare contrapposizioni tra regolari e irregolari.
Syria - Al nido dove porto mio figlio ci sono due bambini figli di stranieri senza il permesso di soggiorno. E' giusto che ci sia un luogo dove possano stare, così i loro genitori possono trovare più facilmente un lavoro e diventare regolari.
Antonio - So che è brutto da dire, ma io non sono tanto d'accordo. Chiunque abbia dei figli sa quanto è difficile trovare per loro un nido senza versare all'asilo la metà del proprio stipendio. Nessun problema, ovviamente, per i figli degli immigrati regolari.
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