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l'Italia
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Art. 9

È tra gli articoli che hanno trovato una più debole applicazione nel nostro sistema. Il problema del sostegno alla cultura e alla ricerca scientifica è tra i più dibattuti per la scarsità di risorse che via via i governi che si sono succeduti hanno messo a disposizione per queste due voci, fondamentali per il progresso spirituale e materiale di qualsiasi società (gli ultimi dati parlano di un irrisorio 0,55% per la ricerca scientifica). Non ha senso affermare la necessità di sostegno a cultura e ricerca se poi non vengono assegnati i giusti fondi. Conosciamo tutti il problema della "fuga dei cervelli": moltissimi bravi ricercatori italiani vanno a lavorare all'estero, proprio per la mancanza di strutture adeguate. A questo concetto va affiancato quello espresso dalla prima parte dell'articolo 33 della Costituzione, che stabilisce che "l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". Anche la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale ha avuto un percorso molto difficile. Stiamo parlando di beni fondamentali come le montagne, i lidi del mare, le spiagge, i fiumi, i laghi, le collezioni d'arte, i monumenti per cui il nostro Paese è celeberrimo in tutto il mondo. Soprattutto la loro gestione e la loro conservazione sono importanti. C'è bisogno insomma di una amministrazione che abbia una visione d'insieme. Si è dovuto aspettare però quasi 30 anni dalla nascita della Costituzione per avere un ministero dei Beni Culturali (1975) e quasi 40 (1986) per quello dell'Ambiente. Oggi anche le Regioni hanno molti compiti in queste materie. Solo così, almeno nelle intenzioni, si può passare da una semplice dichiarazione di principio, a un indirizzo da seguire nella legislazione italiana.

02 agosto 1980

Sono le 10,25 di un caldissimo sabato di agosto. I treni sono pieni di gente. Alla stazione di Bologna esplode una bomba nella sala d'aspetto di seconda classe. Lo scoppio è violentissimo. Crolla gran parte dell'edificio. Viene colpito anche l'Ancona-Chiasso fermo al primo binario. Vengono letteralmente arse vive 85 persone. I feriti saranno 200. Subito scatta la corsa contro il tempo per salvare più vite possibili. La città reagisce in modo esemplare. Il primo feretro è un autobus di linea, il 37, dirottato sul luogo della tragedia dai vigili del fuoco. Nel pomeriggio arriva nel capoluogo emiliano il presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Sconvolto, definisce l'attacco "l'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia". Inizierà una delle vicende giudiziarie più intricate della nostra storia. In un primo momento si pensa all'esplosione di una caldaia. Ma subito dopo, l'immenso cratere fa capire che si tratta di un attentato. La responsabilità, secondo il governo presieduto allora da Francesco Cossiga, è da cercare nel terrorismo di destra. Il processo inizierà solo nel gennaio del 1987. Si arriverà a una sentenza definitiva il 23 novembre 1995. Sono condannati all'ergastolo i neofascisti Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini. Mai scoperti i mandanti della strage.

Elsa Morante

Una vita densissima, degna di un romanzo, quella di Elsa Morante, scrittrice straordinaria, nata a Roma il 18 agosto del 1912. Già la sua famiglia è da libro. È la figlia illegittima di una maestra ebrea e di un impiegato delle poste, ma sarà cresciuta da Augusto Morante, che di mestiere fa l'istitutore in un riformatorio per minorenni. Vuole subito l'indipendenza, e giovanissima va a vivere da sola. Stiamo parlando dell'inizio degli anni '30. È così forte il senso d'autonomia, che pur di farcela con le sue forze, rinuncia all'università, troppo cara per i suoi fragili guadagni. Dopo qualche anno passato a lavorare come giornalista, l'incontro che le sconvolgerà l'esistenza. Nel 1936, appena 24enne, conosce e s'innamora di Alberto Moravia. Si sposeranno nel 1941, lo stesso anno in cui esce il suo primo libro "Il Gioco Segreto". La sua vita sarà intrecciata a quella di Moravia. Il loro rapporto ha molti momenti burrascosi. Nel 1948 esce il suo primo vero romanzo "Menzogna e Sortilegio" per cui vince il premio Viareggio. Le cose cominciano ad andare bene a tutti e due, perlomeno dal punto di vista economico, e si trasferiscono in un attico in via dell'Oca a Roma, che diventa uno dei più frequentati salotti del mondo intellettuale romano. Elsa alterna momenti di voglia di grande autonomia dall'ingombrante marito a slanci di passione e gelosia. Intanto nel 1957 dà alle stampe il bellissimo "L'Isola di Arturo": sarà subito un clamoroso successo. Inizia a viaggiare sempre di più: Cina, Unione Sovietica, Stati Uniti. Proprio durante un viaggio in terra americana conosce il giovane pittore newyorkese Bill Morrow, con cui instaura un'intensa amicizia. È il 1959. L'anno dopo va a vivere da sola in via del Babuino. In quegli anni andrà in Brasile con Moravia e in India insieme a un'altra gloria nazionale: Pier Paolo Pasolini. Il 1962 è tragico: lascia il marito e muore Morrow, dopo essere precipitato da un grattacielo. La Morante ne rimane ossessionata. È il tempo della produzione socialmente più impegnata: prima con "Pro e contro la bomba atomica" e poi con "Il mondo salvato dai ragazzini". Il suo più grande successo popolare sarà nel 1974 con "La Storia". Nel 1980 si rompe un femore: sarà costretta a vivere gli ultimi anni della sua vita sempre distesa su un letto. Due anni dopo uscirà il suo ultimo romanzo "Aracoeli". Sono momenti terribili. Nel 1983 tenta il suicidio. Morirà d'infarto il 25 novembre del 1985 in una clinica di Roma.