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35 artisti, 24 nazioni, 5 continenti: lo scorso week end s’è svolta tra Abu Dhabi ed Al Ain la terza edizione emiratina del WOMAD (World of Music, Arts and Dance), un festival ormai rodato, fondato da Peter Gabriel nel 1980 per celebrare la ricchezza delle diversità culturali espresse sotto forma di musica, arte e danza.
La folla multietnica che popola la città si è ritrovata, per due giorni, concentrata lungo la Corniche della capitale, a ballare sulla spiaggia fianco a fianco le musiche provenienti dalle più svariate parti del mondo: dal sound reggae del mitico Jimmy Cliff alle melodie mediorentali del virtuoso suonatore di hud iraco-ungherese Omar Bashir; dalla potente voce della cantante franco-marocchina Hindi Zahra per concludere con i ritmi balcanici (che immancabilmente ti entrano nel sangue, ho visto pakistani ballare kalashnikov!) dell’Orchestra per Matrimoni e Funerali del celebre Goran Bregovic.
È stata una vera e propria lezione di musica, di vita; la curiosità non smetteva d’essere stuzzicata dalle forme di strumenti sinuosi ed arcaici, come il Kora di Toumani Diabatè, una sorta di arpa-liuto con 21 corde, molto diffusa in Africa Occidentale; dalle melodie esoteriche del cantante sufi Sain Zahoor, nato in un piccolo villaggio del Punjab e diventato celebre per il trasporto mistico che riesce a trasmettere ai suoi ascoltatori; dalla figura scenografica dell’artista senegalese Baaba Maal, che ha animato la scena con i coloratissimi abiti e ritmi tradizionali africani.
La partecipazione è stata molto numerosa, la più alta rispetto alle due edizioni precedenti, con una presenza che ha sfiorato i 35mila visitatori per serata. Sulla spiaggia lungo la Corniche sono stati allestiti due palchi, con altrettanti maxischermi per ciascuno. Sparsi qua e la c’erano diversi tendoni dove sono stati tenuti dei workshop per illustrare i segreti di alcuni rari strumenti e durante i quali alcuni artisti hanno intrattenuto il pubblico con le loro esperienze di vita. Quattro semplici teli arredati con tappeti e cuscini hanno accolto la maestria culinaria delle donne beduine, che hanno preparato piatti semplici ma saporitissimi, come l’hubz (pane) impastato e cotto sul momento spennellato con formaggio o miele di dattero. Per due giorni è sembrato che tutto il mondo si fosse dato appuntamento in un unico luogo.
WOMAD ora è anche un’organizzazione attiva in diversi ambiti che ruotano intorno al mondo della musica, dalla produzione di artisti meno conosciuti alla promozione e pubblicazione editoriale in materia, ma il fine rimane comunque lo stesso che aveva ispirato il progetto iniziale: stimolare, informare e promuovere una sempre maggiore consapevolezza tra le persone della ricchezza e delle potenzialità di una società multiculturale. In quanto festival itinerante sono in programma per quest’anno altre tre edizioni che si terranno rispettivamente a Caceres (Spagna), a Bristol ed infine a Malmesbury (Regno Unito).
Ad Abu Dhabi ogni volta che si sale al volo sul taxi per sfuggire ad un caldo che sta iniziando ad essere soffocante, ci si imbatte in una telecronaca in hindu di una partita di cricket, in un radiogiornale in arabo che riporta le notizie delle ormai note “rivoluzioni”, in un eccentrico copricapo nepalese. Proprio qui non poteva mancare un evento che desse a ciascuno l’occasione di celebrare le proprie specificità, la vera risorsa che rende così ricca e fluida la vita quotidiana di una città in cui l’80% delle persone è immigrata, me compresa. Chissà se Milano sarà mai un giorno eletta a tappa di questa carovana?
di Laura Filios (14 aprile 2011)
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1980: Peter Gabriel, frontman dei Genesis, spinto dalla mancanza di un festival che promuovesse il panorama della musica internazionale, decide di fondare il World of Music, Arts and Dance Festival (WOMAD)
1982: alla prima vera edizione del WOMAD, che si è tenuta in Inghilterra a Shepton Mallet, hanno partecipato artisti del calibro dei Simple Minds e lo stesso Peter Gabriel
1989: visto il successo riscosso dal festival, sempre più diffuso e sempre più grande, Gabriel decide di fondare la Real World Record, un’etichetta discografica volta a promuovere la musica internazionale
1993: al Golden Gate Park di San Francisco si è tenuta l’edizione che di maggior successo del Festival con circa 100 mila spettatori presenti
1996: il WOMAD’s Great Musical Rail Journey ha percosro la strada da Perth ad Adelaide e durante il viaggio è stato tenuto un concerto nel bel mezzo dell’Australia
2001: il WOMAD è entrato nel Libro dei Guinnes dei Primati in quanto il più grande festival di musica internazionale
2009: Abu Dhabi è entrata nel gruppo dei 27 Paesi che hanno l’onore di ospitare l’evento e per l’occasione la leggenda dei Led Zeppelin, Robert Plant, ha intrattenuto un pubblico di 80 mila persone che aveva affollato la Corniche
