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Ahmadinejad non riesce a fermare la protesta dell'Onda verde. Il racconto di Kalim, iraniana, di come è oggi il suo Paese

Le proteste degli ultimi mesi in Iran, se non ancora una vera e propria rivoluzione, sono segnali di un certo sgretolamento del regime della Repubblica islamica. Le manifestazioni di protesta si accendono in occasione di ogni ricorrenza religiosa o patriottica del regime, lasciando sulle strade un numero imprecisato di morti e feriti, soprattutto dopo il contestato voto presidenziale del giugno scorso, che ha visto riconfermare alla guida del paese il presidente conservatore e antioccidentale Amadinejad. Ma il carattere della protesta non è così chiaro come pretenderebbe un’ottica occidentale.

 

Kalim, nome di fantasia, vive a Ghazvin, città di quasi 350 mila abitanti, capitale della regione omonima, distante circa 160 chilometri da Teheran. Kalim è un professionista, fa parte del ceto colto, accetta di raccontarci come si vive nel suo Paese e quali siano i sentimenti dei suoi connazionali rispetto al clima politico attuale.


"La situazione qui è veramente pessima. Una gran parte della popolazione non può vivere in pace perché il governo fa pesanti pressioni sulla gente. Siamo in molti ad essere spaventati; la tristezza è il sentimento che accompagna la maggior parte delle persone".

 

Chi corre veramente pericolo, chi non è al sicuro in Iran?

La situazione è molto pericolosa specialmente per le persone che ...

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di Angiola Bellu

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Iraq, al voto per difendere la laicità e l'unità del Paese

A sette anni dall’invasione americana in Iraq,  la voglia di democrazia ha prevalso in questa seconda tornata elettorale per le politiche irachene del dopo Saddam Hussein.
Bombe e terrore -  anche pochi istanti prima dell’apertura dei seggi quattro esplosioni hanno scosso Baghdad, senza risparmiare neanche la Green zone - non hanno fermato gli iracheni che si sono recati alle urne in percentuali altissime: oltre il 6o% di votanti con punte dell’80 nelle regioni curde a nord del Paese.

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Israele accusa: l'anti semitismo insegnato ai bambini spagnoli

Protesta formale di Israele alla Spagna con l'accusa di insegnare l'antisemitismo e l'antisionismo in alcune scuole elementari del Paese. L'Ambasciata israeliana a Madrid ha ricevuto, da studenti tra i 5 e i 6 anni, decine di cartoline alcune scritte anche a mano in cui si leggono frasi come 'gli ebrei uccidono per denaro', 'andatevene per lasciare spazio ai palestinesi' fino a 'trasferitevi in un altro luogo dove siete ben accettati'.

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Successo per il primo vertice tra Arabia Saudita e India in quasi 30 anni

E' stata un successo la prima visita di stato di un Primo Ministro indiano a Ryad dal 1982 a questa parte. Il capo del governo di Nuova Delhi Manmohan Singh ha firnato importanti accordi economici con il re Abdullah nella sua due giorni nella capitale saudita. Rafforzate le cooperazioni in tema di energia con la firma di importanti contratti petroliferi. I due leader hanno discusso della situazione in medioriente, con il premier indiano che ha sottolineato come sia vitale che venga riconosciuto lo stato di Palestina per portare sicurezza in tutta l'area.

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Iran: il ribelle Abdolmalek Rigi agli arresti confessa, "Gli Usa ci hanno armati"