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asia e pacifico
Nei giorni che precedono la festa della mamma, Save the Children annuncia i dati contenuti nel suo 12esimo rapporto sullo stato delle madri nel mondo. Numeri che mettono i brividi: ogni giorno muoiono per complicazioni durante il parto mille donne e duemila bambini muoiono per complicazioni al momento del parto. All'anno sono 358 mila le donne e 800 mila i neonati che perdono la vita. Oltre 2 milioni i bambini che non sopravvivono al loro primo mese.
E pensare che sarebbe bastata la presenza anche di una sola ostetrica per cambiare radicalmente le cose. Ma in molti Paesi resta un lusso: sono 48 milioni nel mondo le donne che partoriscono senza assistenza professionale. Due milioni danno alla luce il loro figlio completamente da sole. La Nigeria ha la maglia nera: lì una donna su cinque partorisce senza assistenza. Ma la situazione è drammatica anche in Afganistan, Niger, Guinea Bissau, Yemen, Chad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Mali, Sudan, Repubblica Centro Africana. Questi i dieci Paesi peggiori per le madri.
Dalla parte opposta della classifica ci sono Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Francia. L’Italia perde quattro posizioni e passa dal 17esimo al 21esimo posto (vedi box). La ricerca ha preso in considerazione 164 Paesi e ha analizzato gli indici di mortalità infantile e materna, l’accesso delle donne alla contraccezione, il livello di istruzione femminile e di partecipazione alla vita politica e i tassi di iscrizione dei bambini a scuola.
Impressionanti le diseguaglianze: in Norvegia una donna vive in media fino a 83 anni e studia per 18, in Afghanistan vive fino a 45 anni e studia per 5. Nel Paese asiatico ogni donna va incontro alla perdita di un figlio nella sua vita. Non esistono donne in parlamento in Qatar, Arabia Saudita e Isole Solomon, mentre in Svezia quasi il 50% dei posti è occupato da donne.
di Francesco Bianco (5 maggio 2011)
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Italia solo 21esima nella classifica sul benessere delle madri nel mondo contenuta nel rapporto di Save the Children. L'anno scorso era 17esima. Bollino nero per il nostro Paese soprattutto la rappresentatività femminile nelle nostri istituzioni. E' scesa la percentuale delle donne italiane sedute in parlamento (20%). Meglio di noi fanno Paesi come l'Afganistan (28%), il Burundi (36%) e il Mozambico (39%). Ancora scarso l'accesso alla contraccezione: l’Italia raggiunge il 41%. Meglio in Botswana (42%), Zimbabwe (58%), Egitto (58%) e Tunisia (52%). Il governo ha commentato il rapporto con una dichiarazione del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, che ha visto nei dati “uno sprone a proseguire con forte determinazione lungo il percorso avviato sin dall’inizio della legislatura dal governo. Una strada che ci ha visti impegnati a potenziare le misure di sostegno alla maternità e all’occupazione femminile, ad aumentare i servizi e le tutele per le donne lavoratrici”.
