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A Bangkok continua lo stato di emergenza, le autorità hanno chiuso il canale televisivo satellitare delle “camicie rosse” thailandesi che protestano da quasi un anno contro il governo in carica di Abhisit Vejjajiva e chiedono il ritorno dell'ex premier Shinawatra, deposto nel 2006. Il governo ha annunciato che userà ogni mezzo per invitare i manifestanti a tornare a casa, ma non prenderà provvedimenti legali contro di loro. Le camicie rosse hanno comunque in programma una grande manifestazione e non danno segni di volersi ritirare, minacciando anche ritorsioni contro la chiusura della loro emittente televisiva.

Attimi di paura quando centinaia di ribelli guidati da uno dei loro leader più intransigenti sono entrati nel cortile del Parlamento di Bangkok. Un'irruzione subito rientrata ma sufficiente per costringere alla fuga deputati e membri del governo, compreso il primo ministro Abhisit, portato via a bordo di un elicottero militare. Forte la tensione quando i manifestanti hanno esibito un fucile strappato agli agenti, che hanno mantenuto la linea del non intervento decisa dal governo anche in questa occasione. Il collettivo di leader delle camicie rosse ha negato di aver ordinato l'irruzione del Parlamento, attribuendo la responsabiltà ad Arisman Pongruangrong, un ex cantante pop, ora 'rosso' irriducibile.

 

Abhisit fa sapere intanto di aver cancellato il viaggio in Vietnam e anche quello negli Stati Uniti, previsto per il 10 aprile, dove avrebbe dovuto incontrare il presidente Barack Obama e partecipare al vertice sulla sicurezza nucleare. Migliaia di dimostranti continuano a presidiare la zona dello shopping, e per ora le forze armate non si fanno vedere nelle strade. I leader del movimento hanno chiesto al governo di annullare il provvedimento di censura, minacciando altrimenti un'escalation della protesta, e hanno spiegato di voler cercare altri satelliti disposti a trasmettere Ptv.

Il primo ministro Abhisit ripete di non aver intenzione di usare la forza, ma i rossi non sembrano stanchi del caldo e delle notti passate a dormire in strada. Nuove manifestazioni antigovernative sono in corso nel nord e nord-est del Paese e l'ennesimo corteo per le strade di Bangkok è previsto per sabato.

Intanto, 303 accademici delle università thailandesi hanno firmato un documento per contestare la richiesta delle Camicie rosse di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, definendoli "irragionevoli". Il testo rivolge però un appello al governo di Bangkok affinché attui riforme politiche e sociali necessarie per il Paese.

di Mida

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