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Foto di India, insegnare ai bambini negli slum

Nei giorni che precedono la festa della mamma, Save the Children annuncia i dati contenuti nel suo 12esimo rapporto sullo stato delle madri nel mondo. Numeri che mettono i brividi: ogni giorno muoiono per complicazioni durante il parto mille donne e duemila bambini muoiono per complicazioni al momento del parto. All'anno sono 358 mila le donne e 800 mila i neonati che perdono la vita. Oltre 2 milioni i bambini che non sopravvivono al loro primo mese.


E pensare che sarebbe bastata la presenza anche di una sola ostetrica per cambiare radicalmente le cose. Ma in molti Paesi resta un lusso: sono 48 milioni nel mondo le donne che partoriscono senza assistenza professionale. Due milioni danno alla luce il loro figlio completamente da sole. La Nigeria ha la maglia nera: lì una donna su cinque partorisce senza assistenza. Ma la situazione è drammatica anche in Afganistan, Niger, Guinea Bissau, Yemen, Chad, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Mali, Sudan, Repubblica Centro Africana. Questi i dieci Paesi peggiori per le madri.

Dalla parte opposta della classifica ci sono Norvegia, Australia, Islanda, Svezia, Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia, Belgio, Paesi Bassi, Francia. L’Italia perde quattro posizioni e passa dal 17esimo al 21esimo posto ...

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di Francesco Bianco (5 maggio 2011)

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Filippine: vescovi più soft verso il Reproductive Health

Dopo il pugno duro, ora la Chiesa cattolica filippina tende il ramoscello d'ulivo. I vescovi si dicono pronti al dialogo sulla controversa legge di salute riproduttiva, che intende introdurre una più serrata pianificazione familiare nel Paese. Solo qualche giorno fa il numero uno della Conferenza episcopale, monsignor Nereo Odchimar, ha incontrato la più importante organizzazione di medici, la Philippine Medical Association. Obiettivo dell'appuntamento discutere anche con i laici, in modo da capire quali siano le questioni che potranno essere oggetto di discussione con il governo e con i promotori della legge.

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Aung San Suu Kyi, l'operaia della democrazia

"Si ha democrazia quando il popolo può controllare l’operato del governo: accetterò il controllo del popolo, ho bisogno dell’energia del popolo, voglio ascoltare la voce del popolo". Queste le parole pronunciate da Aung San Suu Kyi, il 14 novembre, durante il suo primo discorso pubblico davanti a 40mila sostenitori. Il giorno dopo la sua liberazione, la "Signora" - come viene chiamata dai suoi connazionali - ha parlato di speranza e ha annunciato che è pronta a "lavorare con tutte le forze democratiche" per un futuro migliore. 

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India, insegnare ai bambini negli slum

If we”, “Se noi”. Insieme non arrivano a cinquant'anni, eppure l'equilibrio e la maturità che traspare dai loro discorsi è davvero spiazzante. C'è chi dice che per insegnare, la professione debba far rima con vocazione. Vaibhav Mathur e Vipul Shaha aggiungono a queste due parole il senso profondo della missione. Di missione si tratta quando, a 23 anni, si decide di dedicare la vita non solo all'insegnamento ma anche a un ideale, con la volontà di dare un contributo concreto allo sviluppo del proprio Paese: l'India.

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Egitto: Mubarak gravissimo

Secondo infarto dopo la notizia dell'arresto dei figli


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