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Salgono del 17% le richieste, nonostante la crisi economica. A pesare il perdurare del conflitto in Afghanistan e le rivoluzioni in Tunisia e Libia

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Continua a crescere il numero delle domande di asilo presentate nei Paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. Le richieste sono aumentate del 17%. I dati sono stati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Dal primo gennaio al 30 giugno 2011 sono state presentate 198.300 domande di asilo (169.300 nello stesso periodo dell’anno precedente): considerando che le domande di asilo normalmente raggiungono il picco nella seconda metà dell’anno, la stima dell’Unhcr indica che “alla fine del 2011 potremmo arrivare a 420.000 domande, il totale più alto in otto anni”. 

Fino ad ora, si legge nel rapporto, le crisi che hanno comportato esodi maggiori nel 2011 riguardano l’Africa occidentale, il Nord Africa e il Corno d ’Africa. Il rapporto evidenzia infatti un incremento nelle domande di asilo provenienti da cittadini di Tunisia, Costa d ’Avorio e Libia (rispettivamente 4.600, 3.300 e 2.000) ma “complessivamente l'impatto di questi eventi sulle domande di asilo è stato limitato”. Considerati in blocco i 44 Paesi interessati dalla raccolta dati, i principali Paesi di origine dei richiedenti asilo rimangono stabili rispetto agli anni precedenti e sono quelli “con una lunga tradizione di esodo”: Afghanistan (15.300 domande), Cina (11.700), Serbia e  kosovo  (10.300), Iraq (10.100) e Iran (7.600). “Il 2011 è stato un anno di movimenti forzati di popolazioni come nessun altro da quando sono Alto Commissario,” ha affermato António Guterres. “L’impatto di queste crisi su numero di domande di asilo nei Paesi industrializzati sembra essere stato fino ad ora minore di quanto potevamo aspettarci, dato che la maggior parte di coloro che sono fuggiti si sono riversati nei Paesi confinanti. Ciò nonostante siamo riconoscenti nei confronti dei Paesi industrializzati per aver continuato a rispettare i diritto de epersone di presentare domanda di asilo ed essere audite”.

A livello continentale, l’Europa ha registrato il numero più alto di domande di asilo pari al 73% di tutte le quelle presentate nei paesi induztrializati. Solo in Australia si è registrato un declino – 5.100 domande rispetto alle 6.300 dell’anno precedente.  


 

di Red (23 ottobre 2011)

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Richieste d'asilo: Ue ne accetta i 3/4, l'Italia no

 

 

 

 

78.800. È il numero delle richieste d'asilo concesse nel 2009 dai 27 Paesi membri dell'Unione Europea, più dei tre quarti su tutte quelle presentate. La cifra, rispetto all'anno precedente, è cresciuta di 3.700 unità. I dati sono stati resi noti da Eurostat, l'ufficio statistico di Bruxelles. A guidare la classifica dei Paesi che hanno risposto positivamente alle richieste di protezione c'è la Gran Bretagna con 12.510 domande accolte, seguita da Germania (12.055), Francia (10.415) e Svezia (9.085). L'Italia è in quinta posizione con 8.550 richieste accettate. Dopo di noi ci sono i Paesi Bassi (8.120).

 

Tra i maggiori beneficiari ci sono i cittadini somali, gli iracheni e gli afghani. Ma il numero delle richieste nel nostro Paese tra il 2008 e il 2009 si è quasi dimezzato, passando da 30.492 a 17.603. Il dato sembra essere in calo per la politica dei 'respingimenti' adottata dal governo di Roma. Secondo infatti la portavoce dell'Unhcr in Italia, Laura Boldrini, il 75% dei rifugiati giunge in Italia via mare e "i respingimenti - ha detto la Boldrini - hanno, di fatto, inciso pesantemente sulla fruibilita' del diritto di asilo nel nostro Paese".

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