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Continua la politica dei lenti cambiamenti a Cuba. Dopo oltre mezzo secolo cade un vero e proprio muro: Raul Castro sta pensando di consentire ai suoi connazionali di lasciare il Paese e viaggiare come turisti. Per il momento è solo un'ipotesi, una delle 313 riforme economiche proposte dal VI congresso del Partito comunista di Cuba.
Fino ad adesso un cubano che vuole lasciare l'isola caraibica deve presentare una domanda, dopo aver pagato 150 dollari, richiesta, che può però essere respinta. I viaggi non possono durare più di 30 giorni e una volta ottenuto il sì delle autorità bisogna versare altri 250 dollari. Insomma 400 dollari in totale, una cifra pazzesca per un cittadino medio.
Tra le altre novità più importanti, la decisione di favorire gli investimenti esteri, per combattere la crescente disoccupazione. Sono favoriti soprattutto i settori della tecnologia e quelli che possano garantire un allargamento dei mercati di esportazione e di importazione, in modo da creare nuovi posti di lavoro.
Aperture si starebbero avendo anche per quanto riguarda i diritti degli omosessuali. Mariela Castro, figlia di Raul e direttrice del Centro nazionale di educazione sessuale, ha affermato che "Cuba sta cambiando" e si sta pensando al via libera ai matrimoni gay e allo stop alle discriminazioni sessiste nei loro confronti.
La sfida più importante per il fratello del lider maximo sarà quello di ricollocare 550 mila persone dal pubblico impiego al settore privato. E' in questo senso che vanno viste le recenti riforme economiche per permettere lo sviluppo dei mestieri artigianali, attraverso la concessione di più di 200 mila licenze per attività di piccola impresa.
Tra le altre riforme su cui si sta discutendo anche animatamente, la necessità di passare a contratti formali per migliorare il controllo e il pagamento delle tasse nel settore agricolo e di dare credito ai lavoratori indipendenti che hanno bisogno di capitali per lanciare le loro imprese. Il governo sta studiando anche l'eliminazione del sistema a doppia valuta dell'isola caraibica, secondo cui i lavoratori vengono pagati in pesos, mentre la maggior parte delle merci sono acquistabili solo in valute riconducibili al dollaro.
di Francesco Bianco (11 maggio 2011)
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La discussione delle riforme arriva proprio mentre nel Paese è polemica per la morte di Juan Wilfredo Soto. Secondo fonti dell'opposizione al regime castrista il celebre dissisente politico ha perso la vita dopo essere stato picchiato due giorni prima dalla polizia durante la repressione di una manifestazione di protesta a Santa Clara. Soto faceva parte dei 134 sostenitori dello sciopero della fame di protesta portato avanti da Guillermo Farinas l'anno scorso. Le autorità cubane non hanno commentato né gli incidenti a Santa Clara né la morte di Soto.
Per il medico che lo aveva in cura Soto è però deceduto a causa di una pancreatite e di un'insufficienza renale, e non a seguito del pestaggio della polizia, come riferito dagli oppositori.
