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Salgono del 17% le richieste, nonostante la crisi economica. A pesare il perdurare del conflitto in Afghanistan e le rivoluzioni in Tunisia e Libia

Foto di Perù: la mossa di García per le presidenziali

 

Continua a crescere il numero delle domande di asilo presentate nei Paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. Le richieste sono aumentate del 17%. I dati sono stati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Dal primo gennaio al 30 giugno 2011 sono state presentate 198.300 domande di asilo (169.300 nello stesso periodo dell’anno precedente): considerando che le domande di asilo normalmente raggiungono il picco nella seconda metà dell’anno, la stima dell’Unhcr indica che “alla fine del 2011 potremmo arrivare a 420.000 domande, il totale più alto in otto anni”. 

Fino ad ora, si legge nel rapporto, le crisi che hanno comportato esodi maggiori nel 2011 riguardano l’Africa occidentale, il Nord Africa e il Corno d ’Africa. Il rapporto evidenzia infatti un incremento nelle domande di asilo provenienti da cittadini di Tunisia, Costa d ’Avorio e Libia (rispettivamente 4.600, 3.300 e 2.000) ma “complessivamente l'impatto di questi eventi sulle domande di asilo è stato limitato”. Considerati in blocco i 44 Paesi interessati dalla raccolta dati, i principali Paesi di origine dei richiedenti asilo rimangono stabili rispetto agli anni precedenti e sono quelli “con una ...

Continua

di Red (23 ottobre 2011)

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Cuba: aperture al rallentatore, finalmente si potrà viaggiare

Continua la politica dei lenti cambiamenti a Cuba. Dopo oltre mezzo secolo cade un vero e proprio muro: Raul Castro sta pensando di consentire ai suoi connazionali di lasciare il Paese e viaggiare come turisti. Per il momento è solo un'ipotesi, una delle 313 riforme economiche proposte dal VI congresso del Partito comunista di Cuba.

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Brasile, Argentina e Uruguay riconoscono la Palestina

Tre Paesi dell'America Latina in pochi giorni hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Ad aprire le danze, il Brasile. L'amatissimo presidente Lula, in uno degli ultimi atti del suo mandato (a gennaio gli succederà il suo braccio destro Dilma Rousseff), ha preso la decisione in risposta ad una richiesta formale del leader palestinese Mahmoud Abbas del 24 novembre scorso. Il Brasile ha riconosciuto i confini del 1967, prima quindi della Guerra dei Sei Giorni, dunque tutti i Territori occupati della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, come parte della nazione palestinese.

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Perù: la mossa di García per le presidenziali

Nel continente considerato fino a pochi anni fa il “cortile di casa” degli Stati Uniti, nessuno si era spinto a tanto: chiedere apertamente l’apertura nel proprio Paese di basi militari Usa. La trovata è del presidente peruviano Alan García, che in un’intervista alla CNN, ha dichiarato: “gli statunitensi hanno già qui da noi elicotteri e punti di osservazione satellitari, sarebbe ottimo se stabilissero delle vere e proprie basi militari”.

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Egitto: Mubarak gravissimo

Secondo infarto dopo la notizia dell'arresto dei figli


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