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I suoi nemici sostengono che l'unica sua grande qualità sia di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Molto deve fare anche il suo nome, davvero benaugurante: Goodluck Ebele Jonathan, Buona Fortuna Jonathan, mentre Ebele significa voluto da Dio. E di fortuna e di aiuto del buon Dio, Jonathan nella vita ne ha avuti. Specialmente ora che dal 9 febbraio è diventato presidente ad interim della Nigeria a causa (o grazie?) della lunga malattia del 'vero' presidente Umaru Yar'Adua, da novembre ricoverato in Arabia Saudita per problemi di salute piuttosto seri. Pochi giorni dall'investitura e già sorgono problemi costituzionali che potrebbero sfociare in scontri.


Sì, perché il ruolo di capo di Stato ad interim gli è stato conferito dal Parlamento nigeriano, senza che Umaru Yar'Adua rinunciasse ufficialmente ai suoi poteri come invece è espressamente previsto dalla Costituzione del Paese africano. Le due Camere si giustificano dicendo di essersi basati sull’intervista rilasciata da Yar'Adua il 12 gennaio, nella quale affermava che tornerà in Nigeria ad esercitare i suoi poteri quando i medici glielo consentiranno. Quindi è vero che il presidente non ha inviato nessuna comunicazione ufficiale, ma quello che ha detto nell'intervista è sufficiente al passaggio di consegne. Insomma da mesi Yar'Adua non governa il Paese e ormai la situazione era al collasso. Bisognava affrontare l'emergenza. Il capo dello Stato non ha potuto o voluto scrivere la lettera per affidare i poteri presidenziali a Jonathan, mentre nel Paese cresceva il senso di insicurezza e di incertezza sulla guida della nazione.


L'incredibile ascesa di Jonathan: senza mai un passaggio elettorale significativo si trova ora ad essere l'acting president e il comandante in capo delle forze armate di una delle nazioni più popolose dell'Africa. Nato nel 1957 nella regione del Delta del Niger, Jonathan è di religione cristiana. La sua famiglia costruiva canoe, ma lui ha studiato zoologia all'università. Ha lavorato nel campo dell'insegnamento e dell'ambiente prima di scendere in politica nel 1998. Grazie a una serie di colpi di fortuna arriva a diventare governatore della regione di Bayelsa, senza rivelare particolari doti politiche. Passo dopo passo arriva fino alla vice presidenza nel 2007.



I poteri forti della Nigeria sembrano non preoccupati da Jonathan, perché non lo vedono come una minaccia al loro impero e sono sicuri che non si candiderà alle elezioni presidenziali attese per il 2011.
Personaggio chiave nella sua ascesa è la moglie Patience, finita sotto inchiesta già nel 2006 per una brutta storia di corruzione da 13 milioni e mezzo di dollari. In realtà non è mai stata condannata, ma i dubbi restano. Jonathan è stato anche obiettivo di attacchi di militanti della regione del Delta. Nel 2007 la sua casa fu attaccata, ma (sempre la fortuna) non c'era nessuno all'interno. Come vice presidente si è distinto per la sua capacità negoziale proprio con i militanti del Delta, che per la maggior parte appartengono alla sua etnia Ijaws (di nuovo la fortuna. All'interno dello stesso gruppo etnico i legami sono molto forti). Molti di loro hanno deposto le armi, altri hanno firmato una tregua con il governo.


Ora nel suo discorso d'insediamento il presidente ad interim Jonathan ha lanciato un appello all’unità nazionale e ha voluto rassicurare tutti sul rispetto della democrazia. “Non vi sono vincitori e perdenti, perché grazie a Dio, siamo riusciti ancora una volta a far avanzare il nostro Paese”. Le sue priorità? Consolidare l’amnistia nel Delta del Niger; ricercare una soluzione duratura alla crisi di Jos; migliorare la sicurezza pubblica; potenziare le infrastrutture, tra cui la rete elettrica, per favorire nuove opportunità di lavoro. Scommettiamo che la fortuna e il buon Dio lo porteranno dritto dritto alle elezioni del 2011?

di Francesco Bianco

{ 4 Commenti }

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Federico ha scritto:
2010-02-13 15:20:25
Che storia pazzesca... davvero godibile... complimenti!
Luisa ha scritto:
2010-02-13 16:03:44
Ricorda molto le storie di alcuni nostri politici, diventati ministri a colpi di fortuna. Diciamo fortuna va.
Francesca ha scritto:
2010-02-13 16:16:43
....magari è una bella sorpresa per uno stato in mano alle multinazionali del petrolio, inquinato, povero....e troppo lontano per interessare i giornali italiani. Grazie Mixa!
Laura ha scritto:
2010-02-13 17:07:28
Spero proprio tu abbia ragione Francesca! Sicuramente hai ragione sul fatto che è allucinante che una notizia così non ci sia sui giornali più grandi... ma sfogliando Mixa mi sono accorta che anche le altre notizie non le trovi che so su Corriere o Repubblica. Forse è che loro hanno la pubblicità delle compagnie petrolifere e non parlano per non perderle.

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