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Una strage continua. Il Canale di Sicilia solo nei primi 5 mesi dell'anno ha inghiottito 1.408 persone che cercavano di raggiungere l'Europa su imbarcazioni di fortuna. Quasi 10 al giorno. Sono il 93% di tutti coloro che hanno perso la vita nel Mediterraneo. Nel tragico bilancio non sono contati i "naufragi fantasma", di cui non si sa niente. In vent'anni di sbarchi non era mai accaduto. In 150 giorni sono sparite più persone che in tutto il 2008. Da gennaio sono scomparse più persone di quante ne morirono in tutto il 2008. I dati sono stati diffusi dall'osservatorio Fortress Europe, che monitora costantemente le notizie sulla stampa internazionale relative alle vittime dell'emigrazione nel Mediterraneo.


Il blog di Gabriele del Grande analizza anche i dati. Partendo da una considerazione molto importante. Dall'inizio dell'anno Lampedusa è diventata la meta finale di due rotte. Una parte dalla Tunisia, l'altra dalla Libia. Utilizzando la prima sono arrivate sull'isola siciliana 25.000 persone, mentre dalla seconda 14.000. Ma soltanto 187 sono annegati sulla rotta tunisina, mentre su quella libica le persone che hanno perso la vita sono 1.221. Come dire che sulla rotta tunisina ne muore uno su 130 mentre sulla rotta libica ne muore uno su 11. Dodici volte di più. Troppo per pensare che sia solo colpa del mare e delle imbarcazioni di fortuna.
 

Fortress Europe indica tra i responsabili i militari libici, sostenendo che gli sbarchi siano un'operazione interamente organizzata dal regime
. Che a differenza delle mafie che gestivano le traversate prima, non ha bisogno che la "merce" arrivi a destinazione. Le persone non scelgono l'intermediario più affidabile, ma sarebbero semplicemente rastrellati durante le retate nei quartieri neri delle città libiche e costretti a partire contro la propria volontà. La traversata è gratuita. L'obiettivo è spedirne oltremare il maggior numero possibile, come ritorsione contro i Paesi europei.

di Red (24 maggio 2011)

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Boldrini: "Dalla Libia si parte ormai gratis"

 

 


"Da principio venivano usati gommoni artigianali che caricavano 70, 80 persone. Oggi dalla Libia partono vecchi pescherecci in disuso stipati di gente e privi di qualsiasi condizione di sicurezza. Inoltre il viaggio non costa più 1.200 dollari come un tempo ma è praticamente gratis". Conferma parte delle accuse di Fortress Europe Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in un'intervista al quotidiano La Stampa. Dalla Libia sono sbarcate 14mila persone "su un totale di oltre 850mila scappate soprattutto via terra. E il futuro? "Dipende dalla guerra in Libia. Noi esortiamo tutte le navi commerciali e militari in transito nel Mediterraneo ad incrementare la collaborazione nei soccorsi. Oggi qualsiasi carretta in partenza dalla Libia è di per sé a rischio".


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