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Non c’è pace nella Repubblica democratica del Congo e ora una nuova pesante accusa piomba sullo stato: per le Nazioni Unite gli stupri selvaggi che si sono moltiplicati nella parte est del paese corrispondono a crimini contro l’umanità. A compiere le violenze – secondo quanto stabilito da Stati Uniti e Onu, citati da News from Africa – le truppe governative Fardc, in lotta nell’Est del Congo e nella regione del Kivu contro i ribelli del fronte per la liberazione del Ruanda (Fdlr) e l’Esercito di resistenza del Signore Ugandese (Lra).
Operazioni di guerra, queste, già molto criticate per l’impatto sulla popolazione civile e che, come Mixa ha già raccontato, hanno provocato migliaia di sfollati. In un rapporto sulla situazione nel paese, presentato l’8 marzo al Consiglio di sicurezza dell’Onu, si parla di 3.106 casi di stupro registrati in Nord Kivu tra il gennaio e il luglio 2009. “Metà delle violenze – si legge – è stata compiuta da membri dell’esercito governativo”. Oltre alle violenze sessuali, poi, i soldati sarebbero responsabili anche di uccisioni illegali, sparizioni, torture, arresti arbitrari, costrizione ai lavori forzati ed estorsioni. Tutti reati per cui si potrebbero profilare le accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’esercito governativo però si difende parlando di episodi isolati, legati ai singoli militari, e non di un problema di organizzazione. Gli esperti dell’Onu parlano, invece, di impunità e di assenza di leggi che alimentano il clima di tolleranza nei confronti della violenza.
di CS
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