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Il colonnello Gheddafi libera tutti gli africani rinchiusi nei centri di detenzione, tra cui i 205 eritrei per cui era partita una massiccia mobilitazione. Ora la patata bollente passa a Italia e Unione Europea

Liberi tutti. Il colonnello Muammar Gheddafi ha rilasciato tutti gli stranieri rinchiusi nei centri di detenzione in Libia. Circa 3000 persone, tutti africani. Tra loro anche i 205 eritrei, di cui alcuni respinti dall'Italia, tenuti per poco più di due settimane nel carcere di Brak, nel sud del Paese in pieno deserto del Sahara. A tutti è stato concesso un permesso temporaneo di tre mesi per cercare lavoro in Libia. La sanatoria di Gheddafi ha svuotato quindi i centri, che erano stati fortemente voluti dall'Italia e da parte dell'Unione europea, e che in virtù degli accordi con Roma erano stati massicciamente usati. 



Il cambio di rotta potrebbe essere dettato dalla volontà di Gheddafi di non avere ingerenze esterne sul suo territorio. In tal senso le parole del potente ambasciatore di Tripoli a Roma, Hafed Gaddur, sono sicuramente di aiuto. Il capo della diplomazia libica in Italia ha sottolineato che non è concesso "a nessun Paese, neanche amico, di intervenire sulle questioni nazionali". Il regime deve avere maldigerito le proteste arrivate dall'Unione europea e da molti giornali e associazioni. Tra l'altro da anni Gheddafi si sta ponendo come leader influente nelle questioni africane e, certo, passare per quello ...

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di Francesco Bianco (20 luglio)

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Un gel vaginale contro la diffusione dell'Aids in Africa

Un farmaco diminuisce del 50% la possibilitá di contrarre l´Aids ad un anno dal primo uso, e di un unlteriore 39% dopo due anni e mezzo. E´ la scoperta fatta dopo tre anni di studi dal Centre for the Aids Programme of Research in Sud Africa. Sarebbbe la prima volta che un medicinale di questo tipo dá un risultato positivo dopo un test. "Alla prova – dice il dottor Salm Abdool Karim, uno dei ricercatori  - hanno partecipato 889 donne".

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Il Mozambico base per la droga dell'America Latina

La droga che proviene dall'America Latina si ferma in Mozambico per procedere poi verso l´Europa. Secondo le autoritá americane, cocaina, eroina, hashish, cannabis e mandrax (chiamata anche pillola della felicità, è un farmaco con azione sedativa-ipnotica, usato spesso come droga, ndr) si fermano qui, nel Paese al confine con il Sud Africa, prima di raggiungere il vecchio continente. Mohamed Bachir Suleman è l´uomo d´affari che è riuscito a mettere le mani sul traffico degli stupefacenti. 

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I giovani africani cambiano le loro abitudini sessuali

Il 25% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non cade piú nel pericoloso tranello dell´HIV. Questa la cifra del cambiamento nel rapporto tra Africa e la sindrome di immunodeficienza acquisita, nota con la sigla AIDS. La strada per ridurre i casi di contagio passa anche per i programmi di prevenzione e trattamento delle Nazioni Unite (UNAids). Il dossier dell´organizzazione presentato a Ginevra chiarisce dove la lotta al virus è stata incisiva.

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Obama: "I terroristi odiano l'Africa"

Dopo gli attentati in Uganda, il presidente Usa dice, "Al Qaida e al Shabab non pensano che la vita degli africani abbia valore"