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Milano

 

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Piú che una sfida di un campionato del mondo, Argentina vs Germania é stato un confronto tra vecchia e nuova immigrazione, tra chi é andato in Sud america e chi arriva in Europa. A guardare bene i cognomi dei giocatori delle due squadre, si notano dalla parte dei sudamericani Boloccini, Bolatto, Di Maria, Pastore, Heinze contro un mix di turchi, africani polacchi e un brasiliano in casa tedesca.

 

Boateng, Aogo, Khedira, Özil, Trochowski, Cacau, Podolski, Klose i nomi simbolo delle nuove rotte, calcistiche e non, dell'immigrazione. I Paesi si sono scambiati i ruoli, per restare con i piedi su un campo da calcio: i bianco azzurri argentini hanno rappresentato la meta verso cui si sono diretti nel secolo scorso italiani, tedeschi, spagnoli, mentre ora é il Paese nordeuropeo ad attirare immigrazione, e a farne la forza di una squadra mondiale.



Al carroponte di Sesto San Gioavnni i migrantes argentini che vivono in Italia sono arrivati in camper per seguire la squadra de El pibe de oro, o mano de dios, a seconda dei gusti, Diego Maradona. Soprattutto famiglie che si siedono formandono una catena circolare intorno al Palapatapalla, il tendone dove viene trasmessa la partita. Fa caldo, le bottiglie d'acqua sono pronte ai piedi delle sedie per essere bevute. I bimbi al seguito di queste coppie hippie smorzano la tensione che scende quando l'arbitro dà il fischio d'inizio della gara. I ragazzini ridono, giocano, tifano con la maglia della loro squadra nazionale i loro giocatori preferiti.

Di tedeschi invece neanche l'ombra. L'unica voce è quella di Roberto. Emigrato da piccolo, é stato chiamato come consuetudine da radio popolare a fare la telecronaca in tedesco. La partita si gioca sui nervi: le squadre si sono incontrate svariate volte in momenti importanti di una competizione mondiale, semifinale o finale. Nell´occasione piú importante della storia calcistica recente dei due Paesi, a Roma nel 1990, i tedeschi la spuntarono e vinsero la coppa del mondo. E il passato pesa, eccome.

Jorge, il radiocronista argentino, dice dopo il primo tempo, quando la partita non é ancora decisa e l'Argentina può giocarsi le sue carte, che "con i tedeschi bisogna vincere, non può e non deve bastare giocare bene e uscire a testa alta". Di fianco a lui un italiano, marito di una signora argentina, indossa una bandiera bianca e azzurra. Come azzurro è anche il colore della maglia di un fan di Diego, anche lui migrantes ma italiano, uno di quelli venuti dal Sud. Nessuno vuole perdere e tornarsene a casa. I goal di Klose prima e Friedrich poi zittiscono il pubblico sudamericano che lascia la sala sconsolato. A vincere é la posizione che la Germnia dá all´integrazione in campo: centrale.

di LS (8 luglio 2010)

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