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Milano

 

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Foto di Si diffondono i coprifuoco, ma funzionano?

Via Padova e via Sarpi, Corvetto e Imbonati. Si allunga, a Milano, l’elenco delle zone colpite da ordinanze per la sicurezza o che si preparano a esserlo. Dopo l'omicidio di un egiziano in via Padova, lo scorso febbraio, l'amministrazione di Milano ha deciso che prevenire fatti come questo è possibile solo militarizzando la zona interessata (ma anche altre zone, e senza bisogno di un legame preciso), obbligando i locali alla chiusura anticipata e i proprietari di immobili e gli inquilini a depositare i contratti ai vigili urbani. Tutto con ordinanze ‘sperimentali’. Poco dopo quindi, anche via Sarpi – il cuore del quartiere cinese, dall’altra parte della città - ha avuto limitazioni di orario per phone center e bar. E questo nonostante il Tar avesse già bacchettato l’amministrazione, imponendo di limitare l'ordinanza al solo tratto di via Padova interessato dal fatto di cronaca, ovvero da piazzale Loreto al ponte ferroviario, e non a tutto il tratto (6 km) come invece prevedeva il Comune. Il Tar diede la seguente motivazione: si tratta di un provvedimento viziato da "eccesso di potere per difetto di motivazione".


Ma la corsa è comunque andata avanti: a fine luglio, salvo ripensamenti dell'ultima ora, verranno firmate le ordinanze per la sicurezza prima per la zona Corvetto, poi, in autunno, per via Imbonati. Perché attendere? Servono gli uomini, e al momento sono tutti concentrati in via Padova (un centinaio tra poliziotti e carabinieri, militari e vigili, richiamati anche da altre regioni italiane). Vediamo però quali sono i risultati raggiunti. 


Uno degli obiettivi fondamentali era rafforzare la legalità combattendo l'abusivismo e il degrado, a partire dalle case fatiscenti affittate a immigrati, magari clandestini. Forte del fatto che, da quando la clandestinità in Italia è reato, affittare a un irregolare può comportare la confisca del bene, il vicesindaco De Corato aveva previsto la confisca "di mezza via Padova". Il 29 giugno di quest’anno però, lo stesso vicesindaco ha spiegato che "finora (a distanza di 5 mesi dalla rissa finita in omicidio, ndr) nessun sigillo è stato messo agli immobili, in quanto nessun decreto è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari". Ovvero: su 32 casi accertati, nessuna confisca. Gli interventi sono rimasti fini a sé stessi e addirittura, nella maggior parte dei casi, gli stabili sono stati nuovamente occupati dopo pochi giorni.


Alla faccia dei soldi pubblici impiegati per i controlli. Gli stessi soldi che il ministro dell’Interno Maroni aveva promesso sarebbero stati utilizzati anche per un piano di integrazione da concordare con le associazioni attive sul territorio. Queste sono state convocate due volte dal sindaco Moratti per annunciare l’inizio dei lavori – lavori che dovevano prevedere spazi per i giovani, doposcuola, attività che aiutassero la socializzazione e l’inserimento – per poi arenarsi nel nulla. “Nessuno ci ha più fatto sapere niente”, ci ha detto Carlo Bonaconsa, referente del tavolo di lavoro e presidente dell’Associazione "Vivi zona due".


Ma torniamo alle mancate confische: i giudici spiegano al vicesindaco che per disporre un sequestro, la legge dice che deve esserci "ingiusto profitto" da parte dei locatari. Fatto che non sussisteva. Ma De Corato si appella comunque al Tribunale e insiste che la colpa è loro: "L’autorità giudiziaria faccia la sua parte e convalidi i sequestri. Altrimenti tutto il lavoro della polizia municipale rischia di andare in fumo e non si viene più a capo del problema clandestini", ha dichiarato. Non ha ammesso invece che i provvedimenti realizzati dal Comune, e promossi da Viminale e governo, sono carenti sotto il profilo giuridico, perché - al di là della loro appropriatezza - non sono sostenuti da norme in grado di renderli effettivi. Come dire: tanto rumore per nulla. Ma forse non proprio per nulla: 6 italiani su 10 – dice un recente studio dell'Università degli Studi di Trento e della Cattolica di Milano - sono convinti che gli immigrati aumentino il tasso di criminalità: lo pensa il 61,2% degli italiani, concentrati soprattutto nel Nord-Est.



I fatti dicono il contrario: Milano è una città tanto tranquilla – dal punto di vista della criminalità – da sfiorare la noia. La criminalità è stabile o in calo dai primi anni 2000 (VEDI BOX). E infatti il quartiere Corvetto ha come unica colpa quella di ospitare un numero di immigrati superiore alla media milanese: "il 25% dei residenti è straniero, e si possono verificare alcuni problemi di rispetto delle regole", ha detto senza mezzi termini De Corato.


Altra ordinanza contestata è quella del 'coprifuoco': "che mira - ha spiegato sempre il vicesindaco - a ridurre i problemi di sicurezza e di ordine pubblico che spesso si verificano a tarda notte fuori dai locali". Anche in via Bessarione, piazza Angilberto e via dei Cinquecento dunque bar e pub chiuderanno prima: "Una follia – avevano già detto in coro i commercianti di via Padova - perché spegnere le luci e allontanare la 'movida' è quanto di più controproducente, se si vuole evitare di lasciare campo libero alle teste calde".


Ma "non dimentichiamo - ribatte De Corato - che gli stranieri regolari residenti nel quartiere Padova/Loreto oggi sono 19.877, una crescita del 220% dal 1997. Da quando sono entrate in vigore le ordinanze, la Polizia Locale ha identificato nel quartiere 297 persone, 46 clandestini sono stati denunciati e 6 arrestati per inosservanza del decreto di espulsione". Quindi: su quasi 20 mila immigrati, dopo mesi di serrati controlli, tutto quello che è stato ottenuto è l'arresto di 6 clandestini, rei soltanto di non avere i documenti e, dunque, neppure potenzialmente pericolosi.

di Michela Dell'Amico (8 luglio 2010)

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Milano e la sicurezza

 

 

Secondo i dati della Prefettura di Milano, in provincia, tra il 2007 e il 2008 c'è stato un calo del 67% di omicidi per furto o rapina. Un calo dell'11% dei furti, un calo del 5% delle rapine, -6% i reati di droga. Nel Comune di Milano, la riduzione è stata, per lo stesso periodo, addirittura del 100% per gli omicidi: nel 2008 zero uccisioni a scopo di furto o rapina (l'anno prima erano stati comunque tre, come anche nel 2006, e un omicidio di questo genere era stato commesso nel 2004, uno nel 2005). Nel Comune di Milano calano i furti del 6%, le rapine del 3,46%, i reati per droga del 13%.


Negli ultimi due anni, tra il 2009 e il 2010, i dati della Questura disponibili sul sito del Comune di Milano, parlano in generale di una "criminalità dimezzata". I reati sono infatti diminuiti del 48% nel biennio.


Dall’8 agosto scorso, data in cui la clandestinità è diventata reato – conclude De Corato – la Polizia Locale ha denunciato o arrestato 515 irregolari.