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Milano

 

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Rapite in Romania dall'orfanotrofio e costrette a prostituirsi a Milano tra terribili violenze e torture.
Circa 100 le giovanissime - alcune incinta, altre con arti rotti - liberate dai carabinieri di Monza dagli appartamenti dove erano detenute e regolarmente seviziate, costrette lo scorso inverno a restare seminude sul balcone, o in stanze gelide e con i piedi dentro l'acqua.

 

Il gruppo di uomini che gestiva il terribile commercio - il giro d'affari era di circa 10 milioni di euro l'anno - comprende 38 romeni, un italiano, un egiziano e un albanese. Tutti arrestati nelle provincie di Milano, Rimini, Pavia e Como con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione. 16 romeni sono stati rintracciati nel Paese d'origine in collaborazione con le autorità di polizia locale.


Le ragazze - 15 di loro minorenni - provenivano dalla stessa località della Romania, il paese di Giurgiu, a sud di Bucarest. Il loro prezzo variava dai 1.200 ai 3 mila euro. Venivano tenute in appartanti fra Milano e Sesto San Giovanni, costrette a prostituirsi in viale Sarca e viale Fulvio Testi.


Degli episodi di violenza e tortura si è trovata prova nelle intercettazioni fatte dai carabinieri, dove un indagato dice: "È inutile che quello mette la sua ragazza in bermuda e canottiera sul balcone a meno sette gradi. Dagli un consiglio, digli di non fare questo perché è meglio metterla in bagno e picchiarla, ammazzarla, ma non permetterle di gridare all'aperto che qualcuno la potrebbe sentire".

di MiDA

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