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Milano
Ha ottenuto il permesso di soggiorno come previsto dall'art.18 del T.U. 286/98 per protezione sociale, come vittima di tratta, la 28enne nigeriana Joy. La giovane è stata avviata alla prostituzione in Italia da connazionali, e più volte minacciata dagli stessi sfruttatori, che le hanno anche ucciso due familiari in Nigeria come atto intimidatorio.
Fermata e rinchiusa in un Cie, a Milano, è stata poi arrestata per aver partecipato ai disordini seguiti al 'Pacchetto sicurezza'. Durante il processo aveva denunciato l'ispettore capo del Cie di via Corelli per tentato stupro e violenza. Lo scorso 8 giugno è stata chiamata per raccontare il fatto al gip: l'incidente probatorio è durato circa 3 ore e si è svolto davanti allo stesso ispettore, Vittorio Adesso.
La donna ha confermato l'accusa di tentata violenza sessuale "in modo molto preciso e coerente" spiega il suo avvocato, Eugenio Losco. Per verificare l'attendibilita' del racconto, il pm ha inoltre convocato una testimone, anche lei nigeriana e ospite del Cie, che, secondo quanto riferito dal legale, ha confermato nei dettagli la versione fornita da Joy, senza aver mai avuto la possibilità di parlarle. Il permesso di soggiorno arriva a seguito dell'esposto presentato dallo stesso avvocato alla Procura di Brescia, altra città in cui la giovane era costretta a prostituirsi, e ora Joy è ospitata in una comunità protetta e segreta. Si attende il rinvio a giudizio.
di MiDA (10 giugno 2010)
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