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Milano
Niente da fare: gli appelli non sono serviti a far trovare una sede all'ensemble multietnico, emblema dell'accoglienza milanese. Solo a fine mese l'incontro con il Comune
"La musica è finita, gli amici se ne vanno" cantava Mina, ma gli amici stavolta se ne vanno davvero. L'Orchestra multietnica di via Padova a Milano è rimasta senza una sede dal 25 novembre, dove provava da cinque anni. La sala prova era in piazza Costantino 1. Lo stabile era di proprietà del Comune, ma la Giunta precedente lo aveva venduto all'agenzia immobiliare Property Management Italia srl (Bnp Paribas - Real Estate).
Improvvisamente la nuova proprietà ha deciso di cambiare le serrature, impedendo di fatto agli artisti di entrare, nonostante all'interno della sala ci fossero ancora tutti gli strumenti musicali, che ora sono stati restituiti.
L'Orchestra ha tentato di cercare un accordo, sperando di ottenere un contratto simile a quello che hanno le associazioni ospitate da tempo nella palazzina, ma la Property Management non ha accettato. Nell'edificio ci sono infatti l'Anpi, Legambiente, il Corpo musicale di Crescenzago e la Compagnia delle Opere. Il danno è doppio perché si stava creando un progetto di "Cultural Factory", proprio insieme a tutti gli altri, per "regalare" alla città un luogo ideale per l'incontro di diverse esperienze musicali e culturali, oltre che per la diffusione della musica come linguaggio universale che ...
Continuadi Red (19 gennaio 2012)
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Domenica 15 gennaio, nell’assordante silenzio generale, si è consumata l’ennesima rivolta in un Centro di Identificazione ed Espulsione. Parliamo del famigerato Cie di via Corelli, a Milano. Tutto parte dalla stortura italiana che considera alcuni esseri umani ‘illegali’, solo per il fatto di esistere; come fossero un gas nervino o una slot machine non registrata (tra l’altro molto più tollerata che un essere umano).
Più di 8 scuole lombarde su 10 (l'82,88%) l'anno scorso hanno attivato progetti a sostegno dell'inclusione degli alunni stranieri. Al primo posto, ovviamente, Milano con 340 richieste. Seguono Brescia (159), Bergamo (133),Varese (103), Como (73), Mantova (55), Pavia (54), Cremona (49), Lecco (39), Lodi (32) e Sondrio (28).
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Sono ormai 308 i parrucchieri ed estetisti stranieri in città, quasi una su sette tra le imprese individuali attive nel settore. Lo rivela un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro imprese a luglio 2011 su Milano città. Un fenomeno in crescita, +22,2% rispetto al maggio 2010, nonostante la crisi economica. I nuovi parrucchieri sono essenzialmente cinesi: quasi la metà dei centri stranieri è gestito da persone che arrivano infatti dalla Cina.
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Il vicesindaco di Milano d'accordo con l'invio dell'esercito nei centri siciliani e nel resto del Paese
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