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Milano
Allegra, pacifica, energica la manifestazione dei 'nuovi e vecchi milanesi'. Al di là dei numeri, una bella pagina di democrazia
C'era da aspettarselo. Quella del primo marzo a Milano è stata soprattutto una giornata di mobilitazione e di visibilità. Per la prima volta italiani e stranieri sono usciti dalle loro case, dagli uffici, dalle industrie, dai magazzini, dalle scuole per esprimere la loro protesta verso ogni forma di discriminazione. In piazza tutti insieme per dire che gli immigrati sono prima di tutto persone e non 'macchine da lavoro' da spremere fino all'osso. Per ribadire che oltre ai doveri ci sono i diritti, diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione e troppo spesso violati. Per dimostrare che dietro ai lavoratori che ogni giorno contribuiscono alla crescita dell'economia italiana, ci sono uomini e donne, con storie di migrazione faticosissime e a volte dolorose. Dal palco mobile di piazza della Scala, davanti al municipio, si sono alternate voci di stranieri, che hanno rivendicato le proprie origini e i propri obiettivi, con interventi di italiani, sindacalisti, insegnati, studenti e altro ancora.
Da parte immigrata, quello che si percepiva con una certa evidenza era la soddisfazione, persino la gioia di poter dire oggi siamo qua, ci prendiamo lo spazio e il tempo per manifestare il nostro dissenso e lottare insieme a voi italiani per ...
di Ginevra Battistini
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“Grazie a Maroni come uomo, politico e… musicista”: così Jovica Jovic, musicista rom nato in Serbia, sorride e allude alla passione che ha in comune con il Ministro dell’Interno. Jovica, che vive nel campo nomadi di Rho, ha ricevuto il documento che lo solleva dalla condizione di clandestinita' nella Prefettura di Milano, e direttamente dalle mani di Roberto Maroni.
Musicista di fama internazionale, Jovica ha lavorato con moltissimi artisti, da Piero Pelù, Goran Bregovic, Vinicio Capossela, ma anche Moni Ovadia e Dario Fo.
No al razzismo, all'omofobia e alla xenofobia, in nome della solidarietà e dell'accoglienza. Ancora una volta è dalla rete, in particolare da facebook, che nasce l'idea di scendere in piazza per il No razzismo day. Il 6 marzo circa 4000 persone hanno risposto all'appello trovandosi in piazza duca d'Aosta, davanti alla stazione centrale di Milano. Musica e interventi degli organizzatori dal palco e poi via in corteo nelle strade vicine fino a tornare al punto di partenza. I promotori si definiscono blogger, esponenti della società civile legati al mondo dell'associazionismo, uniti dal dissenso verso il governo, in particolare verso la Lega.
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Resta alta la tensione nel Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli a Milano. Alcuni immigrati hanno iniziato uno sciopero della fame. La protesta è contro le condizioni di vita all'interno del Cie che vengono giudicate estreme da chi ci vive. Gli stranieri hanno scritto una lettera aperta per far conoscere la loro situazione. "Viviamo come carcerati ma non siamo detenuti - accusano - I tempi di detenzione sono extra lunghi perché 6 mesi per identificare una persona sono troppi.
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Molte sono straniere
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