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A Cagliari i parrocchiani si ribellano al trasferimento di don Cugusi. In 30 anni di lavoro ha trasformato il rione Marina. Partendo dagli immigrati

"Trasferito don Cugusi, prete degli immigrati". "Via il prete dei migranti". "Trasferito il prete-simbolo degli immigrati". Questi i (pochi) titoli della stampa locale o specializzata che tra il 17 e il 18 luglio ci hanno fatto sobbalzare sulla sedia. “Bisogna indagare” ci siamo detti. E la prima scoperta – meglio chiarirlo subito come fa anche don Mario al telefono – è che il trasferimento di questo sacerdote non è affatto legato al suo lavoro con gli stranieri. Una magra consolazione, comunque. Ma andiamo con ordine.

 

Ecco cosa è successo. Don Mario Cugusi è un sacerdote molto amato dalle sue parti, da 26 anni guida la parrocchia di Sant’Eulalia nel quartiere Marina. Un rione alle spalle del porto, per decenni sinonimo di degrado. Don Mario e la sua comunità hanno cambiato il volto della zona, trasformandola da ghetto a “gioiello della città – come dicono i media – centro di attività culturali e meta di turisti”.

 

Ora però l’Arcivescovo Giuseppe Mani ha deciso di trasferire il sacerdote: “Dopo 30 anni è ora di cambiare” ha spiegato ai fedeli in chiesa. Parole che hanno fatto esplodere la rabbia dei parrocchiani: è scattata la rivolta al prelato, contestato, insultato, fischiato e fatto scappar via. Un trasferimento per ragioni d’età secondo ...

Continua

di Chiara Semenzato (22 luglio 2010)

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