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Manifestazioni in tutta Italia per la prima volta di "Ventiquattr'ore senza di noi". Il racconto di una giornata particolare

Alla fine il giallo ha vinto. Il colore simbolo di 'Ventiquattr'ore senza di noi', la prima iniziativa di sensibilizzazione del valore economico ma soprattutto umano degli stranieri, ha riempito molte città. Italiani, vecchi e nuovi, stranieri, operai, studenti, casalinghe si sono ritrovati. Manifestazioni, cortei, performance di artisti, musicisti, attori, letture, balli, proteste, slogan per tutta la giornata.

 

Alla fine il giallo ha vinto. Poca informazione, poca copertura mediatica. È la prima volta che accade nel nostro Paese, che i grandi giornali, le televisioni seguano senza l'attenzione dovuta una giornata dedicata ai diritti fondamentali di 4 milioni e mezzo di persone che in Italia lavorano, vivono, studiano, pagano le tasse, fanno figli. Scarsa informazione nei giorni precedenti sulla stampa, notizia relegata nelle posizioni basse durante e dopo le manifestazioni. Si fa fatica a parlare d'immigrazione come valore positivo. Più facile offrire solo una lettura attraverso i problemi di ordine pubblico. Non c'è fatto di cronaca con stranieri protagonisti, anche il più insignificante, che non occupi alto e altro interesse. Provate voi stessi. Andate su qualsiasi sito dei principali giornali italiani e vedrete.

 

Alla fine il giallo ha vinto. Tanta gente in ogni regione. Tanto fervore da colpirci di sorpresa ...

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di Francesco Bianco

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Il primo marzo a Roma

Variegata anche la presenza nella capitale. In mattinata c'è stato un presidio davanti alla sede dell'Inps per chiedere che vengano restituiti i contributi versati per gli anni lavorati in Italia agli stranieri che decidono di tornare nel loro Paese di origine. In piazza Montecitorio una lezione con studenti e docenti sullo sfruttamento dei lavoratori immigrati. Legambiente con molti richiedenti asilo e rifugiati ha ripulito il parco di Colle Oppio. 

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Il primo marzo a Napoli

Napoli è stata la città che ha risposto con maggiore entusiasmo. In quasi ventimila sono sfilati da piazza Garibaldi fino a piazza Plebiscito. Presenti tutte le nazionalità: dagli africani, agli asiatici, passando per latino americani e europei, soprattutto rumeni, russi e ucraini. Simbolicamente è stata occupata anche la sede della Compagnia dei Trasporti Pubblici: un video accusa la Ctp di saltare le fermate usate soprattutto dagli immigrati nella linea che collega il capoluogo campano con la zona del casertano. In piazza del Plebiscito poi si sono susseguiti performance di artisti e musicisti.

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Il primo marzo nelle altre città

La Sicilia è stata la prima a mettersi in moto. Già all'alba è partita la 'carovana dei diritti' da Cassibile, luogo simbolo per i lavoratori stranieri che lì sono impiegati 'in nero' nella raccolta delle patate. Il corteo ha poi raggiunto Siracusa e Catania dove c'è un presidio sotto la Prefettura. A Trieste si è approfittato per fare pulizia in città delle scritte razziste sui muri, mentre tanta gente è scesa in piazza a Torino, dove la partecipazione è andata ben oltre le più rosee aspettative.

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Sciopero della fame nei Centri di Identificazione ed Espulsione

Proteste a Milano, Roma, Bologna e Modena