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Si susseguono affermazioni discriminatorie e razziste da esponenti del partito della cancelliera Angela Merkel. Il mondo politico si affretta a bocciarle, ma l'ultra destra tedesca gongola

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All'idiozia non c'è mai fine. In Germania, a fine giugno, un membro del partito del cancelliere Angela Merkel ha proposto di sottoporre gli immigrati a un 'test d'intelligenza'. L'idea è venuta da Peter Trapp, che appartiene alla sezione berlinese della CDU. Quella di Trapp non è la prima proposta di questo genere: prima di lui Thilo Sarrazin, che fa parte del Board, il consiglio direttivo, della Banca Centrale tedesca, aveva rilasciato una dichiarazione in cui sosteneva che i migranti, soprattutto quelli provenienti da Turchia, Medio Oriente e Africa, sono più stupidi, hanno livelli scolastici più bassi e tutto ciò potrebbe avere un impatto negativo sull'intelligenzia media dei tedeschi. Frasi che fanno rabbrividire per quanto suonano razziste. Frasi che rimandano a lontani (ma non troppo) discorsi sulla superiorità della razza ariana.


 
Peter Trapp ha poi chiesto di fissare nuove regole d'ingresso nel Paese per gli stranieri e in un'intervista al quotidiano tedesco Bild ha spiegato che la Germania ha bisogno di criteri di immigrazione che siano "utili allo Stato", aggiungendo che l'intelligenza va di pari passo con l'importanza dell'istruzione e di un'adeguata qualifica professionale. A dare manforte a Trapp è stato Markus Faber, capogruppo al Parlamento europeo della bavarese Csu, partito gemello della Cdu della Merkel. Faber ha chiesto che vengano riviste a livello europeo le politiche d'immigrazione sostenendo che i criteri umanitari per il ricongiungimento delle famiglie non possono essere gli unici motivi validi per l'immigrazione.


Tutte queste proposte, queste dichiarazioni, hanno scuscitato reazioni indignate. Il ministro del governo federale per l'Integrazione e la Migrazione, Maria Böhmer dei cristiano democratici ha definito il test d'intelligenza per gli immigrati un'ipotesi semplicemente assurda, segno essa stessa di poca intelligenza. Anche il portavoce del governo Christoph Steegmans ha cassato in modo deciso l'idea, e in una conferenza stampa ha detto a chiare lettere che sostenere che i migranti siano stupidi è discriminatorio. Duri i commenti dei partiti d'opposizione, tutti unanimi nel condannare queste proposte. Ma il rischio è che parole come quelle pronunciate dai rappresentanti di centro destra riportino prepotentemente a galla tendenze razziste e xenofobe e alimentino la violenza dei gruppi estremisti nei confronti degli immigrati.


 
Verrebbe anche da chiedersi in cosa potrebbe consistere un test d'intelligenza e se, a questo punto, non converrebbe sottoporlo anche ai tedeschi. Ai politici per primi. Chissà in quanti lo passerebbero... 

di Simona Volta (15 luglio 2010)

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Numeri e proposte shock

 

"Far entrare in Germania solo gli immigrati che superano un test d'intelligenza".
Sembra quasi che si stia parlando di animali d'allevamento anziché di esseri umani. Di schiavi da introdurre in un mercato del lavoro, saturo, che riesce però ancora ad assorbire bassa manovalanza e persone che lavorano per accudire anziani, malati, bambini. A svolgere mestieri che noi non vogliamo più fare, che non immaginiamo per i nostri figli. In più li vogliamo intelligenti (?!).
Intanto però le cifre sul fenomeno immigrazione in Germania incuriosiscono e creano perplessità. Dal 1985 al 2007 il numero di immigrati ha sempre superato quello di coloro che lasciavano il Paese. Ma la cifra era in calo costante. Secondo l'ufficio federale di statistica invece nel 2009 il numero di stranieri che si sono trasferiti in Germania è tornato a salire: il 6% in più rispetto all'anno precedente. Ma secondo la stessa fonte l'anno scorso sono state 734.000 le persone che hanno lasciato il Paese, 721.000 quelle che invece sono entrate. Un saldo negativo, dunque. Certo, c'entra la crisi economica, ma forse c'entra anche l'accoglienza che a queste persone viene riservata.

Intanto in Germania gli abitanti con origini straniere hanno superato lo scorso anno le 16 milioni di unita' e pari al 19,6% della popolazione residente, cioè quasi 82 milioni di persone. Tra i residenti che hanno un passato di migrazione il tasso di disoccupazione è circa il doppio (12,7% rispetto a 6,2%). In Germania la comunità più numerosa resta quella turca (3 milioni di persone). Circa 830.000 gli immigrati e loro discendenti provenienti dall'Italia.