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L'Organizzazione internazionale per le Migrazioni, con sede a Ginevra, critica il Regno Unito. Nel mirino dell'organismo c'è l'annuncio del governo britannico dell'ormai prossima introduzione di un tetto al numero di immigrati non europei. Sono misure, sostengono dalla Svizzera, che rispondono ad accordi politici, ma non a criteri economici, in un mercato sempre più globalizzato, con imprese che hanno come priorità la ricerca di determinate figure professionali, senza badare alla loro provenienza. Le autorità del Regno Unito imporranno delle quote che limiteranno anche gli ingressi di personale altamente qualificato. Criteri artificiali, dunque, che non tengono conto delle esigenze dei datori di lavoro. Secondo l'organizzazione, per fare solo un esempio, il sistema sanitario britannico funziona proprio grazie all'elevato numero di persone straniere.  Lo scorso 28 giugno il governo di Londra ha ribadito di voler riportare il 'saldo migratorio' (cioè il numero degli immigrati meno il numero degli emigranti)  al livello degli anni Novanta. Il tetto riguarderà soltanto i cittadini extracomunitari perché Bruxelles vieta l'imposizione di limiti per i cittadini dell'Unione. L'introduzione di quote era stata una delle promesse della campagna elettorale del premier conservatore David Cameron. Ad essa hanno dovuto piegarsi i liberal-democratici di Nick Clegg che, prima delle elezioni, parlavano di regolarizzazioni. Ma per un posto al governo...

di SV (8 luglio 2010)

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