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Dopo le elezioni di domenica, Fidesz diventa il primo partito in Ungheria. I conservatori hanno ottenuto il 52,77% delle preferenze.
Batosta invece per i socialisti, al governo da otto anni, fermi al 19,29%. Il prossimo primo ministro sarà Victor Orban che in campagna elettorale ha promesso la creazione di un milioni di nuovi posti di lavoro, un'impresa praticamente impossibile visto che il Paese conta poco più di dieci milioni di abitanti. Ma il vero exploit è quello della destra xenofoba del partito Jobbik: con il 16,71% entra per la prima volta nel Parlamento di Budapest. "Ordine, disciplina e l'Ungheria agli ungheresi" sono le promesse con cui Jobbik ha guadagnato consensi.
Nato come movimento di estrema destra nelle università, ha cavalcato il malcontento generato dalla crisi economica, senza mai nascondere il proprio credo xenofobo e antieuropeo. Le comunità ebraiche e rom sono spaventate, mentre il leader di Jobbik, Gabor Vona, ha già parlato di nuove "azioni spettacolari e provocatorie". Il risultato delle urne non piace a Moody's (società statunitense che esegue ricerche finanziarie e analisi su attività commerciali e governi ).
L'agenzia internazionale di rating ha consigliato a Fidesz e al suo leader Victor Orban di continuare la politica di tagli alla spesa e riassetto delle finanze pubbliche intrapresa dai socialisti. Una politica che però non ha pagato in termini elettorali.

di Simona Volta

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