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Europa
Il 2011 è l'annus horribilis per i naufragi nel Mediterraneo. In meno di dodici mesi sono morti annegati 1971 migranti. Così il Consiglio d'Europa vuole vederci chiaro e annuncia un'inchiesta per capirne i motivi. Anche perché a causa delle tensioni in Nord Africa, il mare non è mai stato così pattugliato dalle marine dei diversi Paesi come ora.
L'allarme è stato lanciato dalla senatrice socialista Tineke Strik davanti alla Commissione per l'Emigrazione del Consiglio d'Europa, che si è riunita a Parigi. Ogni imbarcazione, tanto più le navi militari, hanno il dovere di effettuare operazioni di salvataggio anche se si trova al di fuori dei percorsi di perlustrazione. La Strik ha detto che bisogna fare chiarezza su dove comincia la responsabilità giuridica e dove finisce quella politica.
Il rapporto della parlamentare olandese prende in esame soprattutto l’incidente avvenuto nel marzo scorso, nel quale morirono nel Mediterraneo 63 migranti in fuga dalla Libia e il cui Sos sembra sia stato ignorato. “Le dichiarazioni dei sopravvissuti all’incidente – si legge nel rapporto – sono coerenti tra loro. Però dobbiamo continuare a raccogliere ulteriori dati e informazioni sulle unità presenti in quel momento nella zona. Siamo ancora in attesa che la Nato e l’Ue ci trasmettano le immagini riprese dal satellite e ogni altra informazione in loro possesso”.
di Red (1 dicembre 2011)
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"Da principio venivano usati gommoni artigianali che caricavano 70, 80 persone. Oggi dalla Libia partono vecchi pescherecci in disuso stipati di gente e privi di qualsiasi condizione di sicurezza. Inoltre il viaggio non costa più 1.200 dollari come un tempo ma è praticamente gratis". Conferma parte delle accuse di Fortress Europe Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in un'intervista al quotidiano La Stampa. Dalla Libia sono sbarcate 14mila persone "su un totale di oltre 850mila scappate soprattutto via terra. E il futuro? "Dipende dalla guerra in Libia. Noi esortiamo tutte le navi commerciali e militari in transito nel Mediterraneo ad incrementare la collaborazione nei soccorsi. Oggi qualsiasi carretta in partenza dalla Libia è di per sé a rischio".