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Europa
Ampi sorrisi sia a Washington sia a Mosca da parte del nuovo presidente Yanukovich per riconquistare la fiducia degli investitori internazionali
Equilibrismi tra Mosca e Washington. Si sta caratterizzando così la politica di Viktor Yanukovich, il presidente dell’Ucraina salito al potere alla fine di febbraio. Dopo anni di scelte filo-occidentali compiute dal suo predecessore Viktor Yushchenko, il nuovo capo di Stato ha riallacciato, come aveva promesso in campagna elettorale, i rapporti con il Cremlino. Pur guardando ad est, Yanukovich vorrebbe però mantenere legami più che cordiali con l’amministrazione statunitense. Solo così infatti Kiev continuerebbe a ricevere il sostegno economico dei maggiori investitori internazionali.
In questo quadro, piuttosto intricato si è svolta, a inizio luglio, la visita di Hillary Clinton. Lo stesso Segretario di Stato americano ha riconosciuto la necessità di Yanukovich di avere buoni rapporti con Medvedev, e la distensione dei rapporti tra Washington e Mosca, finita l’era Bush, dovrebbe semplificare la situazione. I colloqui sono stati comunque un segno inequivocabile dell’interesse statunitense per l’ex repubblica sovietica.
Proprio in quell’occasione i vertici ucraini hanno ipotizzato la costruzione di un nuovo gasdotto, sul proprio territorio, che colleghi la Russia all'Europa e che andrebbe ad aggiungersi ai collegamenti già esistenti. L’idea, quella di creare una joint venture tra i Paesi europei, la Russia e l'Ucraina ...
di Simona Volta (22 luglio 2010)
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Costerà 13 milioni di sterline e a sborsarle sarà la comunità musulmana locale. Non è questo però il primato della nuova moschea che si costruirà a Cambridge. E’ un’altra la sua peculiarità: per la prima volta, infatti, un luogo di culto islamico sarà totalmente ecologico, costruito in rispetto dell’ambiente. Il progetto porta la firma dell’architetto britannico Marks Barfield
In Europa i lavoratori stagionali extracomunitari scarseggiano. La Commissione ha pensato allora di mettere a punto un meccanismo per aumentare sul territorio comunitario il numero di stagionali provenienti da Paesi terzi. Come? Semplificando. La proposta di direttiva presentata a Bruxelles fissa in 30 giorni
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Adesso manca solo il sì definitivo del Senato, poi la messa al bando del burqa e del niqab diventerà legge. L'approvazione, che appare scontata, avverrà a settembre, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Martedì l'Assemblea nazionale ha dato il proprio via libera, in prima lettura, al progetto che vieta il velo integrale islamico in tutta la Francia. 355 i voti favorevoli all'entrata in vigore di un testo che è stato fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy.
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Ma solo part time
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