banner-permicro
In Primo Piano Editoriale Reportage News Rubriche MediaCenter Sondaggi Eventi Archivio Contatti Free Press
storia
di copertina
Share |
Bilal, viaggiare, lavorare, morire da clandestini

 

 

 

Bilal è un nome inventato in una storia vera, dei nostri giorni e dei nostri tempi che il giornalista, inviato Fabrizio Gatti ha vissuto sulla sua pelle. Trasformandosi in un clandestino ha viaggiato attraverso il deserto del Sahara sulla rotta dei nuovi schiavi, ha incontrato scafisti e affiliati ad Al Qaeda. S’è fatto rinchiudere nel centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa, e sempre nelle vesti di Bilal ha lavorato nei campi di pomodori nelle zone del foggiano. Un reportage che avvince, scritto come un romanzo d’avventura, ma non è un romanzo, è un’agghiacciante realtà. Una drammatica vicenda che coinvolge migliaia di vite umane, migliaia di speranze a cui Fabrizio Gatti ha dato un volto, un nome, un’anima.

 

Di Fabrizio Gatti, edizioni BUR In vendita, oltre che nelle librerie, nelle botteghe del mercato equo e solidale Altromercato

Intervista collegata a:
Terra straniera

Migliaia di indiani e pachistani impiegati negli allevamenti della Pianura Padana in una integrazione dai sapori antichi. Ma anche molto lavoro nero e situazioni di schiavitù