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Tempi difficili per tutti, ma soprattutto per chi è immigrato nel nostro Paese. Nuove imposte, ma meno garanzie rispetto agli italiani

I più tarTassati? I nuovi italiani

Quando le manovre fiscali saranno completamente a regime, si calcola che una famiglia straniera spenderà dai trecento ai seicento euro in più all’anno

Le ultime tre manovre finanziarie - due del governo Berlusconi (luglio e ferragosto 2011) e una del governo Monti (dicembre 2011) - hanno steso la capacità d’acquisto (e spesso di sopravvivenza) dei cittadini italiani. Ma quanto pesano sui lavoratori immigrati nel nostro Paese?  

 

Molto, come si evince da uno studio della Fondazione Moressa, istituto che svolge attività di ricerca finalizzata allo studio delle fenomenologie e delle problematiche relative alla presenza straniera nel territorio nazionale.

 

Molto anche senza calcolare la nuova tassa sul permesso di soggiorno, appena entrata in vigore, che infatti non fa parte delle ultime tre manovre che aggravano enormemente i bilanci – spesso molto difficili da far quadrare – degli immigrati nostrani. 

 

Quando le manovre fiscali saranno completamente a regime, si calcola che una famiglia straniera spenderà dai trecento ai seicento euro in più all’anno: disporranno quindi di un reddito impoverito in media di mezza mensilità.

 

Il peso della fiscalità complessivo grava su redditi già bassi: una famiglia media straniera è monoreddito, e questo è, nella maggior parte dei casi, ottenuto prevalentemente da lavoro dipendente.  

 

Gli stranieri erano già coloro che maggiormente hanno sentito l’aggravio della crisi sulle proprie spalle: sono infatti quelli che per primi sono stati espulsi dal mercato del lavoro.

 

La tassazione considerata dallo studio, è quella derivata dagli aumenti delle aliquote Iva, delle accise sul carburante, dell’Irpef, delle tasse comunali sui servizi pubblici, dell’Rc auto (spesso più cara per chi non ha la cittadinanza italiana) e dell’imposta sugli estratti conto bancari.  

Le ‘famiglie tipo’ straniere, considerate dalla ricerca, tengono conto delle caratteristiche più diffuse dei nuclei familiari immigrati sul territorio nazionale e sono due: una mononucleare e una composta da quattro persone.

 

La famiglia mononucleare è formata da un single senza figli a carico; si tratta di un operaio che abita in una casa in affitto di 40 mq, ha un conto corrente bancario di 4 mila euro, possiede un’auto a benzina che consuma un litro di carburante ogni 13 km e paga un’assicurazione di 900 euro annui.

 

La famiglia di quattro componenti è monoreddito; è composta da padre, madre e due figli a carico, abita in una casa in affitto in media di 65 mq, ha un conto corrente bancario di 4.330 euro, un’auto che percorre 13 km con un litro di carburante, con la quale viaggia per circa 7mila km ogni anno e un’assicurazione auto che costa 900 euro.

 

La ricerca stima un esborso di 438 euro per una famiglia mononucleare e di 578 euro per una famiglia di quattro componenti: entrambe le famiglie avranno quindi un’erosione del reddito pari a circa  mezza mensilità all’anno.

 

Nel triennio 2012–2014 l’aumento delle tasse per gli immigrati sarà dovuto principalmente alle imposte indirette: la tassazione sui livelli di reddito non inciderà molto perché  tali redditi sono già bassi in partenza; la stangata arriverà invece sui livelli di consumo, determinati soprattutto dall’aumento delle accise sul carburante e delle aliquote Iva. La famiglia media straniera non è proprietaria di immobili e questo consente l’esenzione dell’Imu. Le nuove tasse intaccheranno quindi il già esiguo risparmio e ridimensioneranno i consumi, già contenuti.

di Angiola Bellu



La tassa sul permesso di soggiorno

 

 

La nuova tassa sul permesso di soggiorno – decisa dagli ex ministri dell’Interno e dell’Economia Maroni e Tremonti - non è stata sospesa (come sembrava in un primo momento) dal Governo Monti, nonostante quest’ultimo avesse stabilito di non far pesare la crisi economica sulle spalle dei più deboli. La tassa, entrata in vigore lunedì 30 gennaio, è un ulteriore aggravio fiscale che pesa nelle tasche degli stranieri già messe a dura prova dalle ultime manovre finanziarie. Il balzello si aggiunge, tra l’altro, ai 72 euro che uno straniero deve pagare per le spese relative al permesso elettronico, al servizio a Poste Italiane e alla marca da bollo.

 

Dall’inizio della settimana, quindi, è previsto il pagamento di 80 euro per tutti i permessi rinnovati o ex-novo,  per un periodo compreso tra 1 e 12 mesi; di 100 euro per tutti i permessi rinnovati o ex-novo, per un periodo compreso tra 12 e 24 mesi; e di 200 euro per tutti i permessi rinnovati o ex-novo, per un periodo superiore ai 24 mesi. Esenti dal pagamento della nuova tassa di soggiorno saranno i minorenni e tutti coloro che necessitano di cure specialistiche nel nostro Paese ed i loro accompagnatori.

 

L'Unione immigrati sostiene che le nuove tariffe per poter ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno sono troppo pesanti: sono infatti già tante le difficoltà cui vanno incontro gli stranieri per evitare di piombare in clandestinità o di essere separati dai familiari che vivono in Italia da tempo.

 

I ministri dell’Interno e dell’Integrazione, Cancellieri e Riccardi, avevano annunciato sconti ed esenzioni: attendiamo quanto promesso.