
Il gioco di parole ovviamente non si riferisce al cognome di chi sta scrivendo, ma al cartello esposto qualche anno fa durante una manifestazione antirazzista e che merita di essere riproposto dopo la strage di Firenze. Si è raccontato che un pazzo ha sparato contro alcuni venditori ambulanti, colpevoli di essere senegalesi. Ancora una volta ci siamo voluti coprire gli occhi. "E' stato un folle", abbiamo raccontato. Un folle forse, ma di estrema destra, quell'estrema destra che non manca occasione per demonizzare lo straniero, che affigge manifesti razzisti e distribuisce volantini da denuncia penale.
Ma che Paese siamo? Come se non ci riguardasse. Abbassiamo solo un po' gli occhi per nascondere la vergogna. Guardiamoci dentro tutti davvero. Certo l'Italia ha risposto sdegnata. Firenze ha mostrato la faccia migliore. Lutto cittadino, negozi chiusi, banchi del mercato vuoti. Il ministro per l'Integrazione Riccardi è corso nel cuore della Toscana per incontrare la comunità.
Ma che Paese siamo? A Torino è bastata la bugia di una ragazzina per incendiare un campo rom. Come ai tempi delle guerre dei barbari. Si è deciso scientemente di poter bruciare vivi dei bambini dentro le loro baracche.
Il Paese che siamo ce lo racconta l'Ismu, la Fondazione che fotografa ogni anno la situazione dell'immigrazione in Italia. Le persone senza la cittadinanza italiana sono ormai 5 milioni e 400 mila. Il 9% di tutti gli italiani. Nel 2030 raddoppieranno e pochi anni dopo in alcune città ci sarà il sorpasso. Sono i più dinamici nell'economia, aprono più degli italiani nuove aziende e assumono gli italiani. Le classi a scuola sono sempre più ricche di bambini che hanno genitori nati in ogni Paese del mondo. Diminuiscono invece coloro che sono senza il permesso di soggiorno che sono appena l'8% di tutti gli immigrati che vivono in Italia. Ecco che Paese siamo.
di Francesco Bianco