
Queste parole non arrivano da associazioni o organizzazioni che si occupano di immigrazione, ma dal presidente della Commissione diritti umani del Senato, Pietro Marcenaro sul Rapporto presentato in Parlamento sullo stato dei Centri di Identificazione ed Espulsione in Italia.
La situazione è incredibile. In quelli che sono definite vere e proprie galere ci sono bambini, ragazzini, richiedenti asilo e stranieri che sono nel nostro Paese da più di dieci anni e che quindi avrebbero il diritto di diventare cittadini italiani. Ci sono persone detenute illegalmente senza aver commesso alcun reato, solo quello di cercare una vita migliore o di aver perso il lavoro.
Molti i maltrattamenti. Continue le perquisizioni da parte di militari in tenuta anti-sommossa. Lo stesso presidente della Commissione diritti umani del Senato sostiene che trattenendo alcune migliaia d’individui a fronte dei veri flussi migratori, "i Cie sono destituiti di ogni praticità e utilità. Mera reclusione arbitraria di persone".
Normale che molti di loro tentino di fuggire dai Cie. Questa settimana è quella dell'Open Access Now, che vuole togliere il divieto per i giornalisti di entrare nei centri, divieto tolto quattro mesi fa dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Una vera gara a ostacoli per i cronisti: lungaggini burocratici, e mail che spariscono. Insomma, i Cie restano ancora off limit. Nessuno può entrare, perché nessuno deve raccontare.
di Francesco Bianco