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editoriale

di Ginevra Battistini

Primo marzo ancora da festeggiare. Come ci suggeriscono in tanti che sia davvero solo l'inizio e che d'ora in avanti questa data sia per sempre la giornata dell'integrazione. È stato un gran momento di partecipazione. Un movimento spontaneo, partito dal  basso, indipendente che ha saputo portare in piazza migliaia di italiani e di stranieri uniti dalla stessa esigenza, quella di difendere i diritti degli immigrati.


Primo marzo ancora da festeggiare. Come ci suggeriscono in tanti che sia davvero solo l'inizio e che d'ora in avanti questa data sia per sempre la giornata dell'integrazione. È stato un gran momento di partecipazione. Un movimento spontaneo, partito dal  basso, indipendente che ha saputo portare in piazza migliaia di italiani e di stranieri uniti dalla stessa esigenza, quella di difendere i diritti degli immigrati. Non per spirito caritatevole ma una per una battaglia di civiltà di cui oggi l'Italia ha più che mai bisogno. Grazie dunque a tutte le persone che si sono impegnate per organizzare questa manifestazione. C'è stato di tutto in giro per il Paese: scioperi, cortei, dibattiti, feste, danze, concerti, giochi, video, corsi di lingue straniere in piazza, performance di artisti. Senz'altro è stata espressa una grande creatività e una forte volontà di mobilitazione. Il nostro augurio è che questa forza non si disperda e che dia origine ad altre importanti iniziative. Noi seguiremo passo passo gli sviluppi del comitato del primo marzo e faremo da cassa di risonanza alle loro proposte. In questo numero dedichiamo molte pagine a quello che è successo lunedì a Milano, in Italia e in Europa. Perché un filo rosso ci lega agli altri Paesi in cui l'immigrazione è un fenomeno importante e non ancora del tutto assorbito. Dall'Italia abbiamo i racconti dei nostri corrispondenti di Brescia, Bologna, Venezia e Reggio Calabria. Davvero straordinario l'intervento di una bambina pachistana, Salma, dal palco di Brescia raccolto dal nostro Valerio Gardoni. Leggete la forza e la lucidità del suo pensiero. Un vero schiaffo ai nostri governanti.

 

Alle donne e in particolare alle giovani straniere costrette a subire matrimoni comibanti dedichiamo la storia di copertina in vista della festa dell'8 marzo. Pagina a cura di Michela Dell'Amico. Colgo l'occasione per fare gli auguri a tutte coloro che ci leggono e che collaborano con Mixa.

 

Dal mondo torniamo a parlare di Haiti perché, a pochi mesi dal terremoto, la stampa ha già calato il sipario, proprio ora che alle 300 mila vittime del sisma potrebbero aggiungersi quelle delle imminenti alluvioni. Ancora un approfondimento sul Darfur perché i recenti accordi di pace tra il presidente sudanese al Bashir e i ribelli del Jem non hanno fermato le violenze; in Medio Oriente parliamo di Iran con la testimonianza di un professionista che dal suo Paese racconta, sotto anonimato, l'opposizione al regime di Ahmadinejad.


Resta on line fino alla prossima settimana la bella pagina 'Conosci l'Italia' dedicata all'articolo 3 della Costituzione (quello fondamentale sulle discriminazioni), insieme alla storia della mitica Edwige Fenech. Stessa cosa per 'Italiani strana gente' con le risposte dei lettori alla domanda "Che cosa non ti piace dell'Italia". Si rinnova invece 'Mixa per voi' con le risposte dei nostri avvocati alle prese stavolta con patenti straniere e sospensione dal lavoro per futili motivi. In Economixa poi Elisabetta Tramonto affronta la crisi economica vissuta dagli immigrati che dimostrano una notevole capacità di trovare una via d'uscita.


Dal primo marzo, lo avrete notato, è successo qualcosa di nuovo anche per Mixa. È entrata la pubblicità. Ottimo segnale, che si aggiunge agli aumenti dei contatti e ai tantissimi complimenti di chi ci segue. Sono diversi i gruppi interessati alla nostra testata perché il mercato straniero è in forte espansione. Che sia l'inizio dunque di un radioso futuro!