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la storia
vera di:
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José Gonzales Cruz

"L'importante è fare rete e la 'Guialatina' lo ha fatto. Ha messo tutti insieme: tutti si vedono, tutti si guardano"

ETÀ:
38 anni
NAZIONALITÀ:
peruviana
ABITA A:
Milano
IMPIEGO:
editore

"L'importante è fare rete e la 'Guialatina' lo ha fatto. Ha messo tutti insieme: tutti si vedono, tutti si guardano". Quanto mai vera l'affermazione di José Gonzales: è la chiave del successo della sua impresa. Un'impresa editoriale nata nel 2004 all'interno di un phone center della zona di via Padova a Milano, ora acquistato e trasformato in una fucina di pubblicazioni. Uno spazio piccolo ma da cui nascono, e crescono, grandi cose. "All'inizio avevo una postazione con un tavolo e un computer e da lì facevo i biglietti da visita per i miei primi clienti. Poi ho preso il soppalco e alla fine tutto il locale".

 

Arriva da Lima José, o meglio da Huaral, cittadina di 40 mila abitanti circa, a 2 ore dalla capitale del Perù, una sorta di "Brescia peruviana". Figlio di un insegnante e di una casalinga, divide l'attenzione dei suoi genitori con ben 11 fratelli. "Ora la media è scesa e di molto anche da noi. Siamo intorno ai 3, 4 figli; un tempo, invece, se ne facevano parecchi di più". Un tempo non troppo lontano evidentemente. José è giovane, nemmeno 40 anni, soprattutto qui in Italia dove si è molto generosi con l'età. Come molti suoi connazionali, immigrati come lui, dovrebbe averne 100 di anni per la mole di lavoro e di responsabilità che ha già alle spalle. Forse è questo a renderlo particolarmente serio.

 

"Lavoravo in media 14 ore al giorno" racconta candido, come se fosse la cosa più normale del mondo. "Pulizie, muratore, pony express, scaricatore al mercato ortofrutticolo. Qualsiasi cosa”. Tutta un’altra vita rispetto alle aspirazioni che nutriva appena arrivato in Italia nel 2002: mettere a frutto la sua laurea in ingegneria elettronica specializzandosi con un master. “Troppo difficile. Il mio visto turistico a un certo punto è scaduto e non ero più in regola”.

 

Impossibile pensare allo studio in quelle condizioni. Così José si rimbocca le maniche, vive a casa di un amico peruviano e inizia a riflettere sulla possibilità di mettersi in proprio con un’attività nuova, diversa, di cui si fa pioniere. “Comincio con i biglietti da visita per i ristoranti, i locali, i negozi della zona di via Padova e poi capisco che quello che manca è uno spazio dove mettere tutti insieme”. Ecco allora l’idea di un giornale, ‘Comunidad Latina’, nato nel 2004 dopo aver raccolto un mucchio informazioni e stretto rapporti personali con i clienti. “Facevo compilare una scheda ai consolati, ai commercianti, ai liberi professionisti. Dopodiché proponevo loro di fare pubblicità sulla mia rivista. Si fidavano di me anche perché a molti avevo fatto il biglietto da visita”.

 

La cosa funziona e contagia altre città: Roma, Genova, Torino, Bergamo. I contenuti vengono affidati a una redazione ridotta all’osso e a collaboratori esterni. Ognuno si adopera in mille mansioni diverse: giornalista, commerciale, distributore. Chi scrive lo fa in due lingue, spagnolo e italiano, per permettere ai latinoamericani di riconoscersi in entrambe le identità, quella di nascita e quella di 'rinascita'.

 

Passa il primo anno “in perdita. Quante preoccupazioni, quanti mal di testa, quante notti senza dormire”. Molti i soldi che escono, pochi quelli che entrano. 'Comunidad Latina’ però  ha successo e nel giro di qualche tempo comincia ad andare in attivo. Tant’è che con i debiti ancora da pagare José si lancia nella seconda avventura: la ‘Guialatina’. Nel 2006 nascono le pagine gialle latinoamericane. Niente articoli, solo pubblicità di negozi e servizi nelle principali città italiane. Dalle imprese di pulizie alle compagnie aeree, dagli imbianchini ai dentisti, dalle agenzie di trasferimento denaro ai ristoranti peruviani, argentini, boliviani. “In quattro anni siamo passati dalle 20 mila copie alle 120 mila”.

 

Mal di testa e insonnie proseguono però per un paio di anni ancora. Eppure i debiti non fermano José che capisce di aver trovato il filone giusto, un interstizio dell’economia ancora inesplorato. Così si butta nella terza, per ora ultima, avventura: la free press. ‘Extra Latino’ prende vita nel 2008. “Ho pensato a un altro mezzo di comunicazione, più veloce, più immediato. Una svolta dal punto di vista strategico”. I tre giornali sono l’uno lo specchio dell’altro, si fanno pubblicità a vicenda. E a un certo punto a chiedere visibilità arrivano anche i marchi importanti, quelli più ambiti, italiani e internazionali.

 

Ora José può finalmente dormire sonni tranquilli e godersi i suoi successi. Tanti, tantissimi i sacrifici e i rischi presi: la decisione di rinunciare alla famiglia, una fidanzata che non ha retto all’impegno estenuante e continuo, la paura di non riuscire a far tornare i conti. Eppure la soddisfazione di aver avuto l’intuito giusto e il coraggio sufficiente restano impagabili. “Ho fatto girare un’economia che prima non esisteva. Ho creato un movimento di commercio. Prima non si andava alle feste nei locali o ai ristoranti”.

 

Oggi poi con la crisi le cose vanno ancora meglio. Incredibile a dirsi. “In tanti vengono licenziati e si inventano un nuovo mestiere. Diventano lavoratori autonomi. Ora vanno moltissimo gli animatori di feste e tutti coloro che si occupano della preparazione delle feste: addobbi, dolci, bibite, ecc. Oppure c’è chi diventa imbianchino, elettricista, idraulico”. E tutti hanno bisogno di farsi conoscere e di essere visibili. Oggi José può offrire loro tre soluzioni diverse, oltre al sito on line della Guida latina. Domani chissà? Se va avanti di questo passo, tutto è possibile.

di Ginevra Battistini, foto di Alan Maglio (10 giugno 2010)


La Cuntas

Aprire un'impresa è sempre difficile, quando si hanno pochi soldi è quasi un miracolo. José Gonzales ha trovato il modo per aggirare l'ostacolo. Niente banche, troppo care e complesse. Meglio rivolgersi agli amici, attraverso la cuntas. "Funziona così - ci spiega José -. Ci si vede una volta al mese e ognuno versa una certa somma fino a quando uno solo riscuote il totale, chi ne ha più bisogno. Nel mio caso, abbiamo versato 500 euro al mese e dopo 10 mesi ho recuperarato 5000 mila euro. Con questo sono partito. Il grosso vantaggio è che non devi pagare gli interessi. È un modo tipico per repcuerare denaro del mio Paese e di quelli latinoamericani in genere. Ovviamente lo puoi fare solo con persone di cui ti fidi completamente".