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Edith Elise Jaomazava

"Se penso a quante notti bianche ho passato e ancora passo in ufficio! A volte ci vado anche la sera, dopo aver messo a nanna i miei figli, e resto lì fino alle cinque di mattina"

ETÀ:
40 anni
NAZIONALITÀ:
malgascia
ABITA A:
Moncalieri (TO)
IMPIEGO:
commerciante di spezie

«È stato difficile, ma più difficoltà ho trovato, tanto meglio ho imparato a fare il mio lavoro». E il suo lavoro è commerciare spezie, mestiere antico. Da sei anni infatti Edith Elise Jaomazava importa vaniglia e cannella dal Madagascar, suo Paese d’origine, legando idealmente sponde lontane come già i mercanti del Cinquecento. E questo le è valso il titolo di “Imprenditore immigrato dell’anno”. Edith Elise è stata infatti insignita del MoneyGram Award 2010, il premio promosso dalla società leader nei trasferimenti internazionali di denaro. «Non mi aspettavo questo premio, per me era già bellissimo che mi avessero compresa tra i finalisti. Ancora non ci credo a quel che è succeso. E poi che accoglienza, al solo ripensarci mi emoziono».

 

Edith Elise è in Italia da dodici anni, sposata con un italiano con cui ha fatto quattro figli, nel 2004 si è lanciata nell’avventura imprenditoriale: «Le difficoltà sono state molte, come fare a raccontarle? La lingua e le leggi, la diffidenza dei clienti che si fermano al colore della pelle e non riescono a vedere la serietà del lavoro. E poi la famiglia, che non si può certo trascurare». Già perché Edith Elise è imprenditrice a tempo pieno -«faccio tutto io, anche le consegne»- e mamma di quattro bambini: «Questa è la vera impresa. Se penso a quante notti bianche ho passato e ancora passo in ufficio! A volte ci vado anche la sera, dopo aver messo a nanna i miei figli, e resto lì fino alle cinque di mattina. Poi torno a casa, preparo la colazione e li accompagno a scuola».
Sulla politica italiana non si sbilancia, per ovvie ragioni di marketing. «Certo non si può  negare che restano molte cose da fare, e che molte sono le ingiustizie che colpiscono gli stranieri. Ma non è solo la politica, è la testa delle persone che bisogna cambiare, e occorre dare coraggio agli immigrati perché hanno tanta voglia di impegnarsi e di lavorare. In sei anni me ne sono capitate tante, e ancora oggi qualcuna me ne capita. Persino i miei figli subiscono discriminazioni. Allora mi dico che è dai bambini che bisogna cominciare, insegnare loro che una persona vale per quello che fa, non per il luogo da cui proviene».

 

Al suo luogo di provenienza Edith Elise è ancora legata, in Madagascar produce lavoro per circa 300 persone tra impiegati nelle aziende agricole e coltivatori diretti. «Oh sì, laggiù sono tutti contenti. Ora importo venticinque tipi di spezie e per ogni spezia c’è un indotto di circa trenta persone. Solo che qui io vendo sempre uguale» dice ridendo, e poi più seria: «Con la crisi mi sono inventata anche una vendita al dettaglio».
Oggi i clienti della SA.VA., questo il nome dell’azienda, sono specialmente i grossisti dell’ambito dolciario, le distillerie, «ma anche molte gelaterie artigianali e privati cittadini» concentrati specialmente nell’area milanese.

 

Edith Elise è una immigrata che ce l’ha fatta, un esempio per gli altri, anche se certi distinguo le vanno stretti: «Non ci sono e non ci devono essere differenze tra italiani e stranieri: una persona che lavora è uguale a tutte le altre persone che lavorano. Certo, con questo premio, ora mi sento di poter dire che l’impegno alla fine paga». Questa sera, dopo aver messo a dormire i quattro figli, tornerà nel suo ufficio. E se in città ci sarà una luce accesa, sarà la luce di Edith. 

di Matteo Zola


I finalisti del MoneyGram Award 2010

 

Tra i 15 finalisti spiccano imprenditori di origini peruviane, eritree e rumene. Luz Adriana Poveda è la vincitrice della categoria “Occupazione”. Colombiana, nata a Cali nel 1965, in Italia dal 1991, è titolare con la figlia della “Adriana srl” società con sede a Milano che fornisce servizi di pulizia. Salah Ahmed Ibrahim, egiziano, nato nel 1958 a Il Cairo, in Italia dal 1980, residente a Roma, è il fondatore di “Tourmagazine by Almanacco Viaggi Srl”. Kel Gjondrekaj, albanese, nato in Albania nel 1969, in Italia dal 1996, oggi è residente a Roccabruna (Cuneo) ed è titolare di un allevamento cunicolo. Ad oggi conta 800 conigli fattrici e 40.000 conigli da ingrasso l’anno. Hermes Gregorio Villalobos Plasencia, peruviano, nato nel 1975 a La Libertad, in Italia dal 1995 e oggi residente a Roma. Ha conseguito una laurea in Ingegneria Meccanica in Perù. Nel 2004, dopo essere rimasto disoccupato fa tesoro della sua esperienza prima in Sud America poi in Italia e fonda la sua propria azienda edile che oggi conta 40 addetti. Fessaha Tseghai, eritreo, nato ad Asmara nel 1950, in Italia dal 1973 dove risiede a Roma. Si è laureato in Economia negli Stati Uniti e poi ha studiato in Italia per diventare controllore di volo. Proprio lavorando in aeroporto ha avuto l’idea di aprire a Roma il suo ristorante africano, negli anni 80 quando la cucina etnica non era ancora diffusa. José Gonzales Cruz, peruviano, nato nel 1970 in Perù, è in Italia dal 2002 e risiede a Milano. È il titolare della società “Editoria Latino America” che edita le testate bilingue italiano-spagnolo: ExtraLatino (free press), Comunidad Latina (rivista mensile) e Guia Latina (le “pagine gialle” dell’imprenditoria immigrata in Italia).