Un quartiere concepito come città ideale, diventa un ghetto dove si vive al di sotto della dignità umana

Un quartiere concepito come città ideale, diventa un ghetto dove si vive al di sotto della dignità umana
Zingonia, Bergamo. Sabato mattino con un sole pallido di febbraio che non riesce a scaldare l’aria, ci saranno al massimo due o tre gradi e i rimasugli dell’ultima neve sono ammonticchiati con lo sporco agli angoli della piazza del “Siluro”, così chiamata per un surreale obelisco stilizzato che svetta al centro dell’aiuola spartitraffico. È sulla piazza che si affacciano i palazzoni Anna e Athena, tre a tre speculari; dai primi di dicembre sono agli onori della cronaca per un braccio di ferro tra i condomini e la società che gestisce la fornitura dell’acqua potabile, la Bas SII del gruppo A2A. Quest’ultima vanta un credito di quasi 400 mila euro di arretrati inevasi da tempi remoti: il 3 di dicembre scorso ha sospeso l’erogazione dell’acqua potabile in cinque dei sei palazzi. Centinaia di persone sono state private del bene più importante: l’acqua.
In poche ore la mercificazione e la riduzione a bene economico di ciò che spetta di diritto a qualsiasi abitante della Terra diviene un’emergenza sanitaria e vitale che lede il diritto stesso alla vita, alla dignità, poiché nessuno di noi può sopravvivere senza acqua. Inevitabile la protesta dura di più di un centinaio di famiglie che in una giornata di freddo tagliente come sabato 6 febbraio si son trovate a lavare i figli nei piazzali, prima di mandarli a scuola, alle due fontanelle fatte installare dal Comune per far fronte all’emergenza. Nei giorni successivi il ghiaccio ha fermato le fontanelle, il degrado ha toccato il fondo, con tombini per strada trasformati in gabinetti di fortuna. Il sindaco del Comune di Ciserano, comprensorio delle sei torri gemelle, è sceso in campo a mitigare la rivolta e a sostituire gli amministratori fantasma o dimessi. Il primo cittadino ha trovato un accordo con la Bas A2A, incaricando un improvvisato capo-condominio di raccogliere 125 euro da ogni inquilino da versare una volta al mese, solo per l’acqua. Basta che uno solo non tenga fede al patto e a fine mese l’acqua viene tagliata di nuovo, all’intero condominio, com’è accaduto per il palazzo Anna 1.
La storia di questo angolo della bassa bergamasca è un museo alla migrazione. Zingonia è un non luogo, è il sogno speculativo di un imprenditore, Remo Zingone, di creare nella seconda metà dei 'favolosi anni 60' la città perfetta. Risultato: un’indefinita periferia di palazzoni anonimi, degno simbolo della speculazione edilizia di quegli anni che accolse gli italiani che venivano dal sud, prima forza lavoro a dar vigore alla operosa 'Padania' del boom economico. Un tempo fertile terra sdraiata sino alle colline, avamposto morenico delle vette orobiche bergamasche, è ora vespaio di fatiscenti condomini e filari di capannoni, fabbrichette e agglomerati commerciali al posto dei campi di grano, con l’alone del sudore del lavoro sotto le ascelle anche la domenica mattina.
Nei palazzotti di Anna e Athena oggi vivono famiglie di migranti senegalesi, pachistani e magrebini, otto piani per otto lingue differenti, il mondo multietnico di Zingonia con qualche italiano rimasto in odore di amarcord.
La 'città perfetta' nell’ultimo decennio è diventato un ghetto perfetto che farebbe invidia alla Pretoria dell’apartheid. Poca differenza con le vicende umane della Rosarno pre-rivolta, abbondante manodopera da sfruttare, magari al nero per fronteggiare la crisi, fin che fa comodo e poi rigettare in strada. Situazione che ha generato, come prevedibile, caporalato, sfruttamento, tensioni etniche, spaccio, violenza, prostituzione. Rosarno e Zingonia avamposti contrapposti di una situazione sociale che nasconde l’ambiguità del nostro tempo, dove è degradata la pur minima pietà umana, che fa sbiadire il luogo comune di 'italiani brava gente'.
Nei palazzoni fatiscenti di Zingonia ora vivono “solo i nigher e giargianes (neri e senza lavoro ndr), quindi, è meglio girare alla larga” mi ha detto il gestore di un distributore quando ho chiesto la strada, qualche chilometro prima. Nomignoli che la dicono lunga sul concetto d’integrazione, da queste parti.
Da Zingonia passerà la Pedemontana (autostrada che collega la provincia di Bergamo con quella di Varese) con un casello previsto. Riqualificazione del territorio è l’imperativo per dar spazio alle nuove esigenze commerciali; l’acqua diviene pretesto per sgombero forzato dei condomini, siano essi regolari con famiglia, figli e mutuo o abusivi. Soluzione finale da affidare ai caterpillar per spianare tutto, onesti e malvagi. Speculazione edilizia del nuovo millennio, con gli stessi errori e orrori del vecchio millennio.
Per comprendere il significato e l’umiliazione di vivere senz’acqua bisogna venire di persona; in questo sabato freddo d’inverno sono venuto a Zingonia per Mixa.
Mentre salgo le scale del palazzo Anna 1 incontro Kama con una tanica da 30 litri d’acqua, ansima e si ferma dopo ogni rampa a riprendere fiato: non ha molta voglia di raccontare. Ci facciamo da parte per far passare una famiglia di senegalesi, papà, mamma e una figliola dagli occhi vispi, cartoni e mobili in spalla: se ne stanno andando, come tanti altri stremati dalla situazione. I condomini di Anna 1 non hanno raccolto denaro a sufficienza per far fronte alle richieste della Bas A2A, e l’acqua non è tornata. I conti invece tornano quando con Kama proseguo la scalata; sui pianerottoli molte porte degli appartamenti sfitti sono state murate per evitare l’accesso agli abusivi, altri sono sotto sequestro. Kama e gli onesti rimasti dovrebbero pagare anche per loro.
Abita all’ultimo piano, mi fa accomodare in un dignitoso appartamento, c’è più freddo che fuori, nei palazzoni il riscaldamento centralizzato è fermo dal secolo scorso. Kama è senegalese, da 17 anni in Italia con un permesso di soggiorno in regola e un lavoro, qualche anno fa si è comperato l’appartamento e ha acceso un mutuo con la banca (VAI ALL'INTERVISTA). Mette sul fuoco un poco d’acqua, deve lavarsi, ha staccato dal turno di lavoro di notte; poi rimane un poco d’acqua per cucinare e lavare i piatti. Per il gabinetto serve un’altra scalata!
Senza acqua e riscaldamento la vita è dura, al sabato e alla domenica molti se ne vanno da parenti e amici, per una doccia, per lavare e dare un poco di conforto ai loro figlioli.
Al palazzone Anna 2, miracolato dall’acqua e dall’ascensore, incontro Eugenio, pensionato, italiano e memoria storica delle vicende della città ideale di Zingonia. Anche sulla sua testa pesa la paura della mannaia del boia, dal nome sgombero forzato. Eugenio ha un’invalidità per malattia al 90%, non sarebbe in grado nemmeno fisicamente di affrontare un trasloco, andarsene via con un risarcimento minimo per pagare un affitto dopo anni di sacrifici per comperarsi una casa, a cui nonostante tutto è affezionato. Eugenio racconta di 'italiani doc' che affittavano posti letto a notte negli appartamenti sfitti a decine di irregolari, pusher e prostitute, stipati come sardine a cifre assurde e in condizioni pessime. Racconta del degrado arrivato melmoso come la piena d’un fiume, senza che nessuno vigilasse sugli argini, poi “qualcuno” ha costruito la campagna elettorale sulla sicurezza a Zingonia. Quando la piena, solo per i media e gli elettori, è rientrata, asciugata da promesse politiche xenofobe, sono rimasti senz’acqua!
di Valerio Gardoni
"Non è negando la realtà o ghettizzando le situazioni che si crea integrazione: è la coscienza di luogo come bene comune, collettivo, senza steccati mentali o materiali che esaltino le differenze, e l’impegno comune di esserci, di intrecciare le culture, di incontrarsi e di conoscersi".
Della tortuosa e triste vicenda dei condomini di Zingonia abbiamo parlato con il sindaco di Ciserano, comune da cui dipendono i caseggiati Anna e Athena, Enea Biagini. Una lunga telefonata nella quale, gentilmente, il primo cittadino ci ha raccontato gli avvenimenti e le posizioni morose che hanno portato le famiglie dei palazzi all’attuale esasperazione, sino alla chiusura dei rubinetti dell’acqua da parte della ditta erogatrice Bas SII del gruppo A2A.
- Il debito moroso che ammonta a circa 400.000 euro è stato accumulato per pagamenti inevasi da parte di 5 palazzi (Athena 1 e 2 ) Anna (1, 2 e 3) nel periodo che decorre dal luglio del 2005 al 23 novembre del 2009.
- La Bas SII ha più volte provveduto, durante il periodo intercorso, a sollecitare il pagamento delle somme inevase, in diverse scadenze e con azioni legali, ma senza ottenere il versamento delle somme dovute.
- Il consumo medio per ogni palazzo e di circa 1.800 metri cubi al mese, dai 60 ai 70 metri cubi giornalieri; calcolando le attuali famiglie residenti vale a dire 3 metri cubi di consumo idrico per ogni nucleo familiare (molto elevato per la media).
- L’amministrazione comunale ha provveduto a monitorare, per tre mesi campione, che il consumo idrico fosse realmente quello rilevato dalla ditta erogatrice e ha predisposto un controllo delle tubature per evidenziare eventuali perdite. Non è stato rilevato niente di anomalo.
- 1 ottobre del 2008 il sindaco e i delegati condominiali sottoscrivono un patto per raccogliere mensilmente il denaro e per impegnarsi ad azzerare il debito. La somma da raccogliere è di 2.500 euro a palazzo al mese; il sindaco avrebbe provveduto di persona a consegnare la somma alla Bas SII che minacciava la chiusura dell’erogazione. Il patto non è mai stato mantenuto, il denaro non è stato mai raccolto per dissidi interni degli stessi condomini. Non si è tenuto fede al patto nemmeno nel 2009.
- Il 3 dicembre la Bas SII interrompe l’erogazione dell’acqua.