Giro d’Italia in multicolor: eventi e iniziative estivi dedicati o ispirati ai temi dell’immigrazione, dell’integrazione e della multicultura

Dalla Rueda milanese alla tenda tuareg a Firenze, alle atmosfere mitteleuropee del Friuli, ai prodotti tipici afro-calabresi. Tutte, o quasi, le occasioni per scoprire un’Italia nuova e diversa
L’integrazione non va in vacanza. Anzi. D’estate sempre più le solite vecchie città italiane si aprono al nuovo, fanno filtrare facce dai molti colori e lingue di Paesi lontani. Nella bella stagione l’aria si riempie di musiche, danze, profumi, odori. Complici le serate all’aperto e i tanti luoghi di aggregazione, spuntano un po’ ovunque iniziative e spettacoli di ogni genere. E sempre più i temi di questi eventi sono quelli più cari a noi di Mixa: immigrazione, integrazione, multicultura. Ecco dunque una speciale mappa, una sorta di giro d’Italia in multicolor per chi resta a casa ma non rinuncia ad aprirsi al dialogo e alle differenze.
Classico a Milano. Il nostro viaggio scatta con un grande classico, un appuntamento che ormai da 20 anni travolge d’estate la città: Latinoamericando Expo. Per due mesi – dal 16 giugno al 16 agosto al Forum d’Assago – grandi protagonisti sono i Paesi dell’America Latina: 62 giorni di concerti ed eventi speciali, 25 diversi generi musicali, artisti provenienti da Venezuela, Portorico, Brasile, Cuba. Non solo passi di samba, note di bossanova e giri di salsa: si va dalle scuole di ballo alle elezioni di miss, dalle mostre di artigianato a quelle interattive sulle tradizioni. Non manca proprio nulla: all’inizio di luglio è stato battuto addirittura un record mondiale: quello della Rueda più grande del mondo, danza popolare cubana in questo caso con 706 ballerini in pista.
Ricchissimo il cartellone del ventennale: sul palco Josè Feliciano, vincitore di 8 Latin Grammy, il brasiliano Gilberto Gil che torna a contaminare la sua samba con rock, reggae e influenze africane, gli Inti Illimani e Toquinho. Gran finale con il Carnaval, il giorno di Ferragosto, per le strade del centro di Milano.
Friuli porta d’Europa. Dal Nordovest al Nordest, la seconda tappa di questo viaggio non può essere che il Mittelfest 2010: dal 17 al 25 luglio a Cividale del Friuli, a Udine e a Gorizia saranno protagoniste la prosa e la poesia, la danza e la musica. Suggestivo il filo conduttore del festival "Genio d’Europa. Demoni" che vuole rappresentare la creatività del Vecchio continente, le sue radici, il suo persistere, ma anche la sua componente diabolica, la lotta tra Bene e Male. Dal jazz balcanico alle musiche orientali, dalla Filarmonica Coreana ai coreografi croati e al teatro delle marionette spiccano in cartellone: l’omaggio a Dostoevskij e il suo match immaginario con Nabokov, i modi per capire la spiritualità slava con "In cammino", il racconto di Mario Rigoni Stern "Storia di Tönle" portato in scena da Pino Petruzzelli, le performance di Elio Germano, di Alessandro Baricco e di Rossella Brescia.
Bologna, spazio alla riflessione. Più riflessivo e impegnato l’appuntamento estivo organizzato nella città emiliana dal 2 al 18 luglio. Cuore pulsante di Molteplicittà – Pensiero contro corrente nell’Italia di oggi, la Legacoop locale che ha messo in piedi un programma di convegni e workshop per far incontrare italiani e stranieri e far scattare il dialogo. Obiettivo: “Stimolare Bologna – ha spiegato Ethel Frasinetti, direttore di Legacoop – e cogliere la sfida di una città molteplice. Vogliamo dare un contributo concreto alla riflessione sull’economia e la società a partire dai cambiamenti che comporta la presenza qui di 43mila cittadini stranieri”.
Ospiti della manifestazione, tra gli altri, la portavoce dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati Laura Boldrini e l’economista africana Dambisa Moyo. Del programma fa parte poi la rassegna "La scena dell’incontro – Per un teatro che incontra l’altro": si può scegliere tra gli appuntamenti letterari, la biciclettata poetica, la tendopoli sui temi della migrazione, i lavori della Compagnia dei Rifugiati e di quella Multiculturale.
Presenze d’Africa a Firenze, mondo Ìmpari a Livorno. Toscana: cornice e scenari suggestivi all’Anfiteatro e al Parco delle Cascine dove dall’8 al 10 luglio si terrà il Festival au désert – Firenze, Timbuctu andata e ritorno. Musica, culture, arti, cibi e tradizioni si misceleranno per creare una vera e propria oasi: ad accogliere i partecipanti un accampamento nomade con tanto di amache e grande tenda tuareg dove artigiani africani lavoreranno pelli, metalli e strumenti musicali raccontando le loro storie.
Vera protagonista anche qui la musica con un centinaio di grandi artisti in arrivo dal Mali, dal Senegal, dalla Costa d’Avorio, dal Burkina Faso: uno su tutti, domenica 10 luglio, Vieux Farka Tourè, virtuoso della chitarra, figlio del “blues man del deserto” Ali Farka Tourè. “Questo deve essere soprattutto un momento di incontro vero – dicono dalla direzione artistica – l’Africa è un territorio dell’anima che travalica i propri confini”.
Spostandosi sulla costa, tra Livorno e Cecina, dal 10 al 17 luglio si potrà invece partecipare all’ormai famosissimo Meeting Antirazzista, organizzato dall’Arci Toscana. Provocatorio il titolo di questa 16esima edizione: “Ìmpari – non uguale, inferiore”. Una manifestazione per gli addetti ai lavori con la formazione, per i giovani con i laboratori e gli eventi culturali, per le istituzioni con il confronto con le associazioni. “La presenza di stranieri è forte – ci spiega Martin Rance dell’organizzazione – non siamo italiani che parlano di immigrati ma un gruppo aperto di lavoro e di confronto”.
Nato come campeggio antirazzista, il Meeting è cresciuto nel tempo e oggi – oltre agli ospiti illustri come lo scrittore inglese Jonathan Coe o gli attori Dario Vergassola, Giobbe Covatta, Ascanio Celestini – propone anche l’assemblea regionale dei migranti, lo scambio di libri, gli aperitivi antirazzisti, laboratori, concerti. “Vogliamo contrapporci – spiega Vincenzo Striano, presidente di Arci Toscana – ai pregiudizi che ci sono rispetto agli immigrati, ma anche affrontare questo tema con tante sfumature”.
Ancona regina, in buona compagnia. Dal Tirreno all’Adriatico, il nostro viaggio approda al mare. Particolare l’evento del capoluogo marchigiano perché abbraccia città e acque lontane: il festival Adriatico Mediterraneo, ispirato all’origine dalla musica ebraica klezmer, si svolge quest’anno dal 29 maggio a ottobre tra Italia, Israele, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Tunisia, Albania ed Egitto. Scambio culturale e festival di popoli, certo, ma anche occasione per intrecciare relazioni e favorire partnership economiche e strategiche.
Circa 200 gli artisti coinvolti in oltre un centinaio di spettacoli. La “nave misteriosa”, logo dell’evento, è partita da Ancona dove tornerà il 28 agosto, dopo essere approdata a Gerusalemme, Cattaro e Sarajevo, ad Hammameth e in Albania dove l’étoile di casa Ambeta Toromani si esibirà nel "Ballo per l’imperatore Adriano". Ad Ancona 12 le location e 80 gli eventi previsti: protagonista della Notte Mediterranea Carmen Consoli che si esibirà con strumenti della tradizione siciliana su una chiatta in mare aperto.
Roma caput mundi. Lasciando le Marche, tappa obbligata a Roma incontra il mondo, una delle manifestazioni che da anni caratterizza l’estate della capitale. A Villa Ada, dal 18 giugno al 7 agosto, si intrecciano sonorità multietniche – con artisti brasiliani, europei, africani, australiani – sapori arabi e indiani, colori dell’artigianato. “Una specie di città nella città – dicono gli organizzatori – dove le notti si trasformano in una festa per tutti e di tutti”.
Giuliano Palma, Cristina Donà, Andrea Rivera, Almamegretta e Sud Sound System alcuni dei nomi che si alterneranno sul palco. Grandi suggestioni, il primo luglio, per la presenza dell’astrofisica Margherita Hack, accompagnata dalla voce di Ginevra De Marco, per "L’anima della terra (vista dalle stelle)", e il 4 luglio per Teofilo Chantre, che ha celebrato i 25 anni di indipendenza del suo Paese, le Isole di Capoverde.
La Calabria dei ritmi africani. Il nostro viaggio si conclude in Calabria, regione vitale d’estate per eventi ed iniziative, ma anche terra di accoglienza di immigrati e rifugiati. Nome che è già tutto un programma – Calafrika Music Festival – per la manifestazione che si svolgerà a Jacurso, in provincia di Catanzaro, il 7 e l’8 agosto: una seconda edizione che racchiude momenti culturali, musicali e gastronomici, frutto della contaminazione tra Africa e Italia. “Attraverso la musica e i colori del festival – spiegano gli organizzatori di MigrAzione – vogliamo portare un momento di riflessione sui temi dell’accoglienza e della multiculturalità che non possono essere ignorati”. E allora ecco conferenze e concerti, proiezioni e installazioni video, teatro e giocoleria, degustazioni.
Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti: si può scoprire un’Italia diversa, un'Italia nuova, anche così, viaggiando da un festival all’altro, da una cultura all’altra, da un sapore all’altro. A caccia di terre lontane ma ormai vicine, di tradizioni e colori che riempiono l’anima. E allora: buon viaggio!
di Chiara Semenzato
“Per noi l’immigrazione è il fastidio di quello che ci vende la collanina o l’asciugamano sulla spiaggia. Ma non pensiamo mai alla sua storia, che non è una storia singola. Il nostro rapporto con l’Africa è superficiale, poco interessato, poco approfondito”.
Non solo porto, lanterna e mare. Non solo industrie, ricerca scientifica e tecnologia. Genova d’estate è attraversata anche da un filo elettrico di integrazione e multicultura che passa per due manifestazioni di successo appena concluse – il Suq (parola araba che significa mercato e quindi luogo di incontro) e il Festival musicale del Mediterraneo – e approda alla Città dei diritti. Nata nel 2008 da un’idea di Nando Dalla Chiesa e segnata dalla ferita aperta con il G8, l’iniziativa è un progetto di impegno sociale che mira a fare della città un punto di riferimento nazionale e internazionale sul tema dei diritti umani e civili.
Per un’intera settimana – dal 15 al 22 luglio – il capoluogo ligure si animerà di approfondimenti, dibattiti, interviste pubbliche e incontri con politici, giornalisti, intellettuali, artisti italiani e internazionali chiamati a discutere, a creare stimoli, a illustrare le proprie idee anche attraverso performance e spettacoli. Nel cuore di Genova, dunque, da mattina a sera, testimonianze, interventi, approfondimenti, teatro, musica, presentazioni di libri, documentari. "Perché dal mondo – spiega proprio Nando Dalla Chiesa – sale sempre più pressante e disordinata la domanda di diritti da affermare o da difendere".
Tra i protagonisti della scorsa edizione, Beppino Englaro, Benedetta Tobagi, Riccardo Noury di Amnesty International, Andrea Nicastro, Enrico Deaglio. A tenere banco nel 2010 saranno i diritti ancora poco rispettati nel mondo, i diritti offesi e le “buone libertà”, tutto ciò che permette a una persona di affermarsi e valorizzare se stessa, senza compromettere l’interesse generale. Si parlerà allora di traffico di esseri umani, di condizione della donna, di povertà, di legalità e criminalità organizzata, di diritto al lavoro e all’informazione. Tra gli ospiti del 2010: i premi Nobel per la pace Aliaksandr Bialiatski e Shirin Ebadi, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro e il magistrato palermitano Antonio Ingroia, don Andrea Gallo e don Luigi Ciotti, Moni Ovadia e Marco Travaglio.