banner-permicro
In Primo Piano Editoriale Reportage News Rubriche MediaCenter Sondaggi Eventi Archivio Contatti Free Press
in primo
piano
Share |

Tempo di vacanza, tempo di relax. Ecco cosa faranno vecchi e nuovi milanesi tra piccoli e grandi viaggi

Estate Qui!
Immagine relativa a Estate Qui!

Agosto al verde: tu dove sarai? Parchi cittadini, Idroscalo, Ticino e lago di Garda. Questi i luoghi dove moltissimi milanesi vecchi e nuovi passeranno l'estate

Abdelkabir ha 50 anni, fa l'idraulico, è in Italia dal 1980 e vuole tornare in Marocco. Almeno per le vacanze. Sono sei anni che non ci va. Ha tre figli tutti nati a Rho, in provincia di Milano: Souad, 22 anni, bella e intelligente, frequenta ingegneria alla Bicocca, Youssef di 18 veste hip hop ed è impegnato nella maturità classica. Il più piccolo - "Un dono inatteso di Dio" mi dice indicandomelo Abdelkabir – si chiama Marco in onore del difensore dell'Inter Materazzi. Compirà 6 anni alla fine di settembre, quando inizierà la scuola elementare. La signora Aziza mi versa del tè zuccherato e mi regala un sorriso. E' tunisina, fa la mediatrice culturale in un consultorio ed è arrivata in Italia 28 anni fa. Oggi pomeriggio è una giornata particolare. La famiglia è riunita per decidere dove passare le vacanze. Dopo molti sacrifici hanno scelto di andarsene via tutti insieme per un mese intero. La mia presenza li mette tutti un po' a disagio. La prima a prendere la parola è Souad. Fissa la madre e con la tipica sfrontatezza della sua età le dice: "Scordati mamma che io venga per un mese in Marocco a casa dei parenti di papà. Non esiste. Quelle non sono ferie. Io non c'entro niente. Non li capisco nemmeno quando parlano. Voglio andare al mare. Voglio mettermi il costume. Sto già rinunciando a partire con le mie amiche in Sardegna. Non voglio passare un mese a nascondermi dai miei cugini che mi controllano ovunque". Abdelkabir ascolta in silenzio e senza mai guardare la figlia dice che è troppo tempo che non vede i suoi. Che lei deve capire. Che il mare in Marocco è bellissimo e ormai ci vanno tanti italiani. "Il mio Paese è molto cambiato, solo Souad non se n'è accorta. Doveva capitare a me una figlia razzista". Aziza tenta una mediazione, forse per deformazione professionale: "Possiamo stare in albergo. Magari a Marrakech. Così sei più tranquilla". Per Youssef è uguale. Lui è già contento di andare una settimana alla fine di luglio in Puglia con i suoi amici. E' il regalo per la maturità. Alla fine la mia presenza ha un senso. Li convinco a trascorrere 5 giorni in Marocco Marocco e gli altri in Grecia. La pace familiare è salva.



La famiglia di Souad è tra le più fortunate. Le vacanze sono tutt'altro che scontate e lo stesso sta accadendo per gli italiani a causa della crisi finanziaria. Quest'anno a far compagnia nei parchi e sui fiumi alle migliaia di famiglie immigrate in città, ci saranno molti, moltissimi milanesi. Si calcola che solo il 40% farà vere e proprie vacanze, gli altri approfitteranno dell'ombra e della frescura dei giardini comunali. Mauro ha un'edicola nella zona del parco Sempione. Due figli e una moglie. "Già l'anno scorso siamo rimasti in città a causa dei pochi soldi a disposizione. Ci siamo sorpresi: grigliate con gli amici, i bambini si sono divertiti. E l'Idroscalo e i fiumi sono un antidoto perfetto contro il caldo insopportabile. Bisseremo anche questo agosto". Insomma sarà un'estate decisamente Mixa.



Nella prima fase del progetto migratorio, che può durare anche anni, lo straniero punta ad accumulare più soldi possibile e a trovare un lavoro stabile. "Non dimentichiamoci che nella stragrande maggioranza dei casi gli immigrati ottengono il permesso di soggiorno quando sono in Italia già da mesi – argomenta Daniele Cologna – e quindi non possono partire neanche volendolo. Non riuscirebbero più a rientrare. Solo dopo aver raggiunto una situazione più sicura, cominciano a pensare alla gratificazione che può arrivare da un periodo di ferie". Spesso poi il primo ritorno a casa è denso di attese dei propri parenti, che in molti casi hanno aiutato economicamente il figlio o il nipote a partire per l'Europa. E ora si aspettano di essere ricompensati. I costi sono molto elevati, bisogna restituire la fiducia ottenuta. Occorre tornare trionfanti. Sono molti gli stranieri che fanno prestiti per mostrare alla propria famiglia di avercela fatta. Arrivano con regali per tutti e vestiti alla moda. Identica situazione raccontata anche da diversi film della commedia italiana sulla nostra migrazione negli anni '60 e '70.



"Quando la stabilità economica permette di portarsi anche i figli in Italia, inizia l'esigenza dello svago e della ricreazione" – sostiene Cologna. "Il primo passo di solito è la domenica insieme. Si inizia dai parchi cittadini, che diventano veri e propri luoghi di aggregazione, dove ci si incontra con i connazionali". A Milano sono molte le zone di verde prese d'assalto nei giorni di festa. Dal parco Trenno nella zona di San Siro, all'Idroscalo, fino al parco Nord. Poi si continua con le gite fuori porta. Soprattutto i fiumi, come il Ticino o l'Adda. Molto battuti anche i laghi, come il Garda. Basta fare un giro al parco giochi Gardaland per rendersi conto della massiccia presenza di stranieri, intorno al 15% del totale ci dicono dall'ufficio stampa. "Il Luna Park rappresenta la grammatica universale del divertimento. Si sa che i bambini saranno contenti. Non è necessario parlare perfettamente la lingua, né conoscere la nostra cultura" – spiega ancora Cologna. Insomma tutto ciò che vedo, lo capisco.



Com'è ovvio che sia, molto dipende anche dal Paese di provenienza. Per chi arriva dall'Europa dell'Est è tutto più facile. Puntano appena possibile a fare le vacanze come gli italiani. Per loro è uno status symbol, una garanzia di integrazione. Sono vicini. Gli albanesi, ad esempio, tornano molto spesso in patria. Sono tra i primi ad essere arrivati qui. L'affare è stata fiutato anche dalle compagnie aeree. Ad esempio la Belle Air, linea low cost, parte da 20 aeroporti italiani per raggiungere Tirana. Tonin Bajraktari, station manager, ci racconta che nell'alta stagione ci sono anche 2 mila passeggeri al giorno. Pure Ryanair e Easy jet hanno aumentato la loro flotta per il Nord Africa e l'Europa dell'Est. Chi arriva da Paesi molto più lontani ha ovviamente altre difficoltà. Si tratta di voli lunghissimi e terribilmente costosi. Senza dimenticare che molti immigrati già mandano tutto quello che riescono a risparmiare a casa. Sono le famose 'rimesse dall'estero' che per alcune nazioni rappresentano cifre molto importanti di sostentamento.



Il problema culturale è determinante. Filippini e cinesi, ad esempio, odiano abbronzarsi. Chi è scuro lavora nei campi e socialmente non è ben considerato
. Basta guardare le edizioni delle riviste internazionali rivolte alle donne. In quelle asiatiche è tutto un susseguirsi di consigli per mantenere la carnagione bianchissima, per noi invece sono suggerimenti per conservare il colorito dorato. Per il mondo musulmano poi c'è il limite, tutt'altro che banale, del costume da bagno per le donne e della presenza di molte turiste semi nude sulle spiagge. "Hanno paura del mare", ci spiega Cologna. "Se fossi un operatore turistico punterei sul lago o sulla collina".



Nella scelta della meta, l'arte, di cui l'Italia è ricchissima (il nostro Paese vanta il 60% di tutti i luoghi culturali del mondo), può essere una difficoltà. La nostra architettura è soprattutto di stampo cattolico. Occorre avere una solida cultura per comprenderla
. E' infatti particolarmente apprezzata da sudamericani e filippini che hanno la stessa radice religiosa. Sono molto frequenti le gite organizzate dalle parrocchie in località come Assisi, Roma o Loreto per queste comunità.



C'è poi il senso di rivalsa, che colpisce soprattutto i ragazzi africani. Paradossalmente tornano a casa anche per ricevere le attenzioni delle italiane. Il concetto è interessante e me lo spiega un gruppo di ragazzi che ho incontrato sulle rive del Ticino. Hanno voglia di parlare. Abdellatif, mentre apre una birra che sarebbe vietata dalla sua religione, mi racconta che prima cercava sempre di andare al mare in Italia. Ma il senso di frustrazione era altissimo. "Nessuna ragazza mostrava interesse per noi". Poi ha scoperto un segreto: bastava tornare in Marocco dai suoi genitori. Le nostre moltissime connazionali in viaggio improvvisamente scoprono la bellezza di un amore esotico. E quello che in patria è un uomo da non frequentare, sulla sponda opposta del Mediterraneo diventa un'irresistibile tentazione. Conferma il concetto Caetano. "L'estate scorsa a Capo Verde ho avuto una relazione con una mia vicina di casa milanese. Qui non mi degnava nemmeno di uno sguardo. Lì improvvisamente non poteva più fare a meno di me". A ben guardare ci sono molti ottimi motivi per andare in vacanza.

di Francesco Bianco Foto Nicolas Bellwald



Khalid ha scritto:
2010-06-29 16:01:13
Ciao Mixa! Sono un ragazzo marocchino di 32 anni. Vi ho scoperti da poco tempo, ma sono contento di questo progetto tra italiani e stranieri. Bella questa storia di copertina. Interessante e bella da leggere. Anch'io torno nel mio Paese questa estate. E vi confermo che in Marocco le italiane ci guardano in modo diverso.
Zahra ha scritto:
2010-06-29 17:11:34
Anch'io appena posso torno a casa. Il mio Paese è diverso da quello che pensano gli italiani. Ora il Re ha fatto molte riforme e quando ci torno posso decidere liberamente come vestirmi e chi frequentare.
Abdel ha scritto:
2010-06-29 19:44:04
Io vengo dal Congo. Mi piacerebbe tornare ma non posso per la situazione che si vive lì. Lavoro in una fabbrica vicino a Milano. Quest'anno per la prima volta vado in vacanza al mare con i miei colleghi. Sono contento ma anche un po' spaventato. Vi racconterò come è andata.
Giovanna ha scritto:
2010-06-29 21:29:50
Che coraggio ragazzi! Cercare di spiegare a noi italiani il mondo di quelli che sono ormai i nostri vicini di casa è davvero meritorio. Non lo fa nessuno. Mi piace anche che spiegate agli stessi stranieri sia come sono gli altri immigrati, che come siamo noi italiani. Non vi perderò più.
Bajrak ha scritto:
2010-07-01 16:36:40
una bella inchiesta, grazie e buone vacanze a voi e ai vostri lettori
Andata/Ritorno


 
Tra i passeggeri dei voli diretti in Perù, Ecuador, Marocco, Senegal, India, Sri Lanka, Albania (solo per citarne alcuni), quest’anno ci saranno anche tanti “italiani di lungo corso“. Il fenomeno, iniziato negli ultimi decenni, è sempre più evidente e di massa. L’interesse per i Paesi di provenienza degli immigrati cresce e così ogni anno i turisti si addentrano in territori poco o nulla conosciuti fino a qualche anno fa. L’associazione turismo responsabile arriva lì dove molti tour operator nemmeno immaginano di andare. Luoghi sperduti a contatto con le popolazioni locali. Minimo l’impatto ambientale (piccoli gruppi e poco invasivi per mezzi di trasporto utilizzati), massima la ricaduta economica per chi abita questi posti. “Le grandi compagnie di viaggi - ci spiega Maurizio Davolio, presidente dell’Aitr - trattengono l’80% dei guadagni per i Paesi di provenienza dei turisti e solo il 20% finisce nei Paesi di destinazione. Noi, invece, riusciamo ad aumentare questa quota fino ad oltre il 40%”. L’impegno, insomma, è quello di portare denaro direttamente ai locali e di renderli sempre più autonomi. “Per impiegarli non solo come manovalanza ma come titolari di imprese di servizio, anche piccole”. Importante poi, sempre nell’ottica di conoscere un luogo attraverso lo sguardo di chi in quel luogo ci è nato, l’opportunità, ancora poco sfruttata, di usare come guide gli immigrati. “Pochi lo sanno - continua Davolio - ma molti stranieri in Italia possono prendere il patentino di accompagnatore turistico senza che sia necessaria la cittadinanza italiana. Basta un diploma di scuola superiore. Lo prevede la legge quadro del 2001. Tantissimi immigrati potrebbero tornare a casa per le ferie e fare da guide nei loro Paesi di origine. Chi meglio di loro riuscirebbe a introdurre il turista italiano, di cui conoscono la lingua, la mentalità, le abitudini, in certi luoghi?”.