Mai pensato di imparare a giocare a cricket? Sì, avete capito bene, cricket: quello sport con una mazza e una palla, nato in Inghilterra e particolarmente in voga in Pakistan, India e Sri Lanka. Da lì arrivano molti immigrati che ora vivono in Italia e che hanno portato in dono una pratica sportiva da noi non certo diffusa. Nei parchi di Bologna si vedono già da almeno una decina di anni, lo stesso a Desio, alle porte di Milano, dove ora il cricket arriva nelle scuole elementari. In due Istituti della città ci saranno immigrati pakistani a insegnare lo sport ai bambini, una volta alla settimana fino alla fine dell’anno scolastico.
Mai pensato di imparare a giocare a cricket? Sì, avete capito bene, cricket: quello sport con una mazza e una palla, nato in Inghilterra e particolarmente in voga in Pakistan, India e Sri Lanka. Da lì arrivano molti immigrati che ora vivono in Italia e che hanno portato in dono una pratica sportiva da noi non certo diffusa. Nei parchi di Bologna si vedono già da almeno una decina di anni, lo stesso a Desio, alle porte di Milano, dove ora il cricket arriva nelle scuole elementari. In due Istituti della città ci saranno immigrati pakistani a insegnare lo sport ai bambini, una volta alla settimana fino alla fine dell’anno scolastico.
E la Federazione? “A livello mondiale – spiega il segretario federale Luca Bruno – per la nazionale maggiore siamo al 27esimo posto su 102 nazioni”. Non male per uno sport che nel nostro Paese non è professionistico. Sono circa 1000 gli atleti tesserati, ma gli amatori, gli sportivi della domenica, sarebbero quasi 20mila. Oltre alla nazionale A, ci sono tutte le squadre juniores compresa l’Under 15, campione d’Europa in divisione B. Lombardia, Emilia Romagna e Lazio le regioni in cui si pratica di più, al sud mancano strutture e organizzazione. Chi gioca in queste squadre? Immigrati, italiani e giovani cittadini che sono italiani sui campi sportivi, non ancora per la legge. “Per la Federazione – dice Bruno – i nati in Italia e chi ha imparato qui lo sport sono equiparati, giocano come italiani non come stranieri”.
Le leggi non sportive invece sono ancora lontane da questa posizione e capita che molti dei ragazzi impegnati nelle squadre al compimento dei 18 anni di età debbano preoccuparsi della regolarizzazione. L’importanza di questa disciplina sportiva è però evidente anche per il mondo politico: il cricket è stato preso come sport simbolo in Italia contro la discriminazione razziale già nel 2007 dal Ministero delle Pari opportunità. Non mancano i campioni in erba. Il caso più noto è quello si Singh Harpreet, il 16enne del Genoa Cricket 1893 originario dell’India, ma residente nel cuneese che è stato convocato per un collegiale al ‘Centre of Excellence’, in Spagna. Ci saranno i più forti giocatori europei Under 17.
di Chiara Pizzimenti
Simona La Mantia oro invece nel salto triplo