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Il Mondiale che sarà

Mancano meno di 100 giorni dal mondiale in Sudafrica, il primo mondiale di calcio organizzato da un Paese africano, in un continente che non ha mai avuto nemmeno una olimpiade, non uno di quegli appuntamenti sportivi che accomunano l’intero globo. Per parlare di calcio dobbiamo però partire dal rugby e dal cinema. Non c’è da stupirsi. Un grande evento il Sudafrica in realtà lo ha ospitato e lo si può vedere al cinema: è il mondiale di rugby all’indomani dell’elezione di Nelson Mandela alla presidenza del Paese. Il film si intitola “Invictus”, è diretto da Clint Eastwood e racconta una storia di integrazione a partire dallo sport. In una delle prime scene si vedono due campi divisi da una strada, in quello verde giocano, in perfette divise, giovani bianchi, nell’altro ragazzini neri in abiti stracciati. È la fotografia di un paese diviso da 40 anni di apartheid e che sarà unito da un presidente che vorrà una squadra multietnica, capace di vincere quel mondiale. "La nazione arcobaleno inizia qui. La riconciliazione inizia qui” disse Mandela. Anche da quella esperienza nasce il mondiale di calcio nella Repubblica Sudafricana. Al momento dell’assegnazione del mondiale e negli anni successivi ci sono stati dubbi sull’effettiva capacità del Paese di saper organizzare una manifestazione come questa, ma proprio a cento giorni dal calcio di inizio, l’11 giugno con Sudafrica-Messico a Johannesburg, il presidente della Fifa Sepp Blatter ha elogiato i sudafricani "per aver saputo costruire stadi che probabilmente saranno riprodotti nei testi di architettura per la loro bellezza stilistica". Un investimento di oltre 3 miliardi di euro quello del governo sudafricano per gli stadi, ma anche per gli aeroporti e le strade. Il tutto per un mondiale che non aveva mai visto tante squadre africane in campo: oltre al Sudafrica padrone di casa, ci sono Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana e Nigeria. Il sogno è una semifinale tutta del Continente Nero. E l’Italia? Sarà multietnica la nazionale che andrà a difendere il titolo conquistato in Germania quattro anni fa? Le speranze in questo senso sono riposte in Mario Balotelli, ghanesi le sue origini. Lui è sicuro che al mondiale ci sarà, il ct Lippi però prende tempo e l’interista è per ora fermo all’Under 21 con Stefano Okaka e Angelo Ogbonna, i cui genitori sono nigeriani. Quella dei giovani è già un simbolo di integrazione.

di Chiara Pizzimenti

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