Lo racconta l’abbraccio dell’etiope Teklemariam al peruviano Carcelen al termine della 15 chilometri a tecnica libera di fondo che ha visto l’argento dell’azzurro Pietro Piller Cottrer. Insieme hanno poi aiutato il portoghese Silva, arrivato senza forze al traguardo, a togliersi gli sci. Se si ripercorre la classifica al contrario si trovano i loro nomi agli ultimi tre posti fra chi ha portato a termine la gara: 95esimo Silva, 94esimo Carcelen e 93esimo Robel Teklemariam, che ha terminato la gara in 45 minuti e 18 secondi, 12 in più rispetto al vincitore, lo svizzero Cologna. L’etiope ha però raggiunto il suo obiettivo: ha migliorato di 2 minuti il tempo ottenuto a Torino quando era arrivato 83esimo su 99 atleti. E soprattutto c’era tutta la comunità etiope della zona per seguire l’unico rappresentante della nazione.
In una sola gara olimpica si può fare il giro del mondo. Proseguendo a ritroso la classifica della 15 chilometri di fondo si trovano altre storie in arrivo un po’ da ogni parte del globo. Al 92esimo posto c’è il nepalese Dachhiri Sherpa, due gradini più su Leandro Ribela dal Brasile, terra che fa pensare a spiagge e carnevale più che alle montagne e allo sci di fondo. Ha cominciato a 12 anni con lo sci alpino in Argentina, è passato dagli Stati Uniti e arrivato in Austria.
Ha lasciato gli sci da discesa e inforcato quelli da fondo per diventare il primo biathleta del suo paese. Appena un posto più in su si è piazzato l’iraniano Seyd, preceduto dall’atleta di Bermuda, Tucker Murphy. Murphy è un one-man team, non ci si poteva aspettare certo una folta delegazione dall’assolato arcipelago dove il fondo non è lo sport nazionale. Pensare che odiava l’inverno questo 28enne quando è arrivato negli Stati Uniti per studiare, poi ha abbracciato la neve.
Questi giochi olimpici però non raccontano solo le storie felici di chi è arrivato qui per partecipare, per non vincere una medaglia, per fare la gara costata tante ore di allenamento. Poco prima dell’inaugurazione c’è stato l’incidente mortale al georgiano Kumaritashvili durante le prove della gara dello slittino che il giovane atleta aveva provato per anni come gli altri partecipanti ai giochi. Forse anche lui sarebbe stato contento anche solo per un ultimo posto in classifica.
di Chiara Pizzimenti
Simona La Mantia oro invece nel salto triplo