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Vancouver 2010: arriva il Leopardo delle nevi

I primi furono i bobbisti giamaicani ora arriva il leopardo delle nevi. Le Olimpiadi invernali non sono esclusiva di atleti nati fra i ghiacci della Norvegia o sulle Alpi, ma accolgono sciatori ghanesi e iraniani. Ci sono anche loro a Vancouver, in Canada, a partire dal 12 febbraio per partecipare ai ventunesimi giochi olimpici invernali. Ottanta le nazioni ai Giochi, alcune sono qui per la prima volta e certo i loro nomi non fanno pensare a neve e giacchio: dalle Isole Cayman al Ghana, passando per il Marocco.
Porta la bandiera ghanese Kwa­me Nkrumah- Acheampon­g, sciatore che arriva alle Olimpiadi dopo quattro anni di allenamenti italiani, fatti in Val di Fiemme. Nato in Scozia, ma cresciuto ad Accra, capitale del Ghana, ha scoperto lo sport di Tomba da adulto. Per poco non è riuscito a gareggiare già a Torino 4 anni fa, ora però è certa fra le nevi canadesi la presenza della sua tuta leopardata, da cui il soprannome “snow leopard”. L’ha disegnata lui stesso e ha venduto ai fan gli spazi pubblicitari sulle macchie. Gli introiti vanno allo Ski Team del Ghana che ha fondato per far conoscere gli sport invernali anche ai giovani africani. Sarà in pista per slalom e gigante.
Lo sci alpino è il più gettonato nel sud del mondo. E’ uno sciatore l’unico rappresentante del Senegal, Leyti Seck, come quello del Marocco, Samir Azzimani. Un solo atleta in gara ha anche l’Albania: Erjon Tola. 23 anni, in Italia da quando ne aveva sei, è l’unico sportivo del suo paese ad aver preso parte ai Giochi olimpici invernali. Lo ha già fatto a Torino quattro anni fa arrivando ultimo in Super-G e 35esimo in Gigante, le stesse gare che affronterà a Vancouver.
L’obiettivo non è il podio, ma almeno migliorare le prestazioni passate e fare un tempo decente. Questo spera anche la 21enne Marjan Ka­hlor, prima sciatrice iraniana alle Olimpiadi. È invece un freestyler il rappresentante della Giamaica: Errol Kerr. Di padre originario dell'isola e madre statunitense gareggerà per la bandiera già portata alle Olimpiadi di Calgary dalla squadra di bob la cui storia è diventata un film e ancora fa furore nelle pubblicità. Un indiano, Tashi Lundup, e un etiope Robel Zeimichael Teklemariam si cimentano con lo sci di fondo. Anche nel caso dell’Etiopia questo è l’unico rappresentante della nazione. Era già a Torino, ma si aspira a eventi molto più lontani: il successo del suo connazionale Abebe Bikila nella maratona olimpica di Roma nel 1960.

di Chiara Pizzimenti

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