Gentile avvocato,
mi chiamo Juan Carlos vengo dall'Honduras e vivo regolarmente in Italia da sette anni. Lavoro in una officina meccanica a Limbiate, vicino a Milano. Ho altri quattro colleghi, tutti italiani. Ma il problema non sono loro, anzi. C'è grande armonia e io frequento le loro famiglie, come loro la mia. Per caso però ho scoperto che gli altri miei colleghi prendono 300 euro al mese in più di me, nonostante tutti e cinque facciamo lo stesso lavoro. Io ho un contratto a tempo indeterminato. Posso chiedere al mio datore di lavoro di essere pagato come i miei colleghi?
La ringrazio molto

Gentile signor Leon,
i motivi per cui i suoi colleghi percepiscono una retribuzione superiore alla sua possono essere molteplici.
Una prima ipotesi si potrebbe verificare nel caso in cui, probabilmente per una questione di anzianità aziendale, il datore di lavoro abbia deciso di inquadrare i suoi colleghi ad uno o più livelli superiori al Suo; in questo caso la loro retribuzione sarebbe certamente più alta. Se così fosse bisognerebbe verificare in concreto se il livello di inquadramento superiore concesso ai suoi colleghi potrebbe applicarsi anche a Lei (a fronte delle mansioni da Lei di fatto svolge) e, nel caso, Lei potrebbe richiedere al suo datore di lavoro (anche con un’azione legale) di essere inquadrato allo stesso livello dei suoi colleghi e quindi di guadagnare come loro.
Una seconda ipotesi si potrebbe verificare nel caso in cui il Suo datore di lavoro abbia inquadrato tutti voi al medesimo livello, decidendo di pagare tutti i suoi colleghi con i minimi retributivi previsti dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) senza riconoscere a lei la medesima retribuzione ed in aperta violazione della legge. Anche in tale caso lei potrebbe agire (anche legalmente) per ottenere il pagamento della retribuzione minima prevista dal CCNL per il suo livello di inquadramento.
La terza e più probabile delle ipotesi si potrebbe verificare nel caso in cui il datore di lavoro, svolgendo tutti le medesime mansioni, abbia correttamente inquadrato tutti voi al medesimo livello, rispettando anche per Lei i minimi contrattuali previsti, ma abbia riconosciuto solo ai suoi colleghi una parte di retribuzione in più (detta superminimo). Le Sezioni unite della Corte di cassazione si sono occupate di tale problematica ed hanno statuito che non esiste un principio di comparazione soggettiva, in base al quale ai lavoratori dipendenti che svolgano identiche mansioni debba attribuirsi la stessa retribuzione o il medesimo inquadramento (Cass. Civ., S.U., 6031/93). Questo significa che il datore di lavoro è libero di pagare alcuni lavoratori più di altri a propria discrezione (ma mai al di sotto dei minimi retributivi previsti dal CCNL) , a meno che non si riesca a dimostrare che tale scelta abbia un intento discriminatorio ossia che sia fondata su motivi di pura discriminazione razziale, religiosa, sessuale, politica ecc.
Come è ovvio, anche in questo caso ci sarebbe possibilità per Lei di procedere mediante azione legale per sanare tale situazione.