banner-permicro
In Primo Piano Editoriale Reportage News Rubriche MediaCenter Sondaggi Eventi Archivio Contatti Free Press
mixa
per voi
Share |
Sono imputato in un processo. Possono negarmi il rinnovo del permesso di soggiorno?

Cara Mixa,

Sono in italia dal 2000 e vivo a Milano. Ho 55 anni, sono sposato e ho 2 figli, studenti di 20 e 17 anni. Lavoro con contratto a tempo indeterminato, ho un mutuo da pagare e fino a tre anni fa non ho mai avuto problemi con la giustizia. Nel 2007, però, ho subito un processo penale e sono stato condannato alla pena della reclusione, oltre al pagamento di un risarcimento del danno. La denuncia è stata fatta a metà del 2006, ma i fatti risalgono al 2004. Il rinnovo del permesso di soggiorno mi è stato rifiutato fino a che si concluda il processo attualmente in appello. Un mese fa mentre tornavo dal lavoro sono stato fermato e, visto che non avevo il permesso di soggiorno, mi hanno dato il foglio di via che però ho impugnato. Vorrei capire cosa mi aspetta ora: sono in pericolo di espulsione in qualunque momento o posso avere un permesso di soggiorno tramite mio fratello che ha la cittadinanza italiana?

risponde: Andrea D'Amicis | Avvocato penalista

Caro lettore,

 

da quello che scrivi non è chiaro se a seguito della tua richiesta ti sia stato rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno oppure se ti è stato detto che ogni decisione a riguardo sarà presa quando il tuo processo penale sarà definitivamente concluso (in questo secondo caso, dovresti essere in possesso della ricevuta che ti è stata rilasciata al momento della richiesta di rinnovo che ha il valore a tutti gli effetti di un regolare titolo di soggiorno). Tuttavia, se ti è stato consegnato un cosiddetto foglio di via e un decreto di espulsione, è più probabile che tu abbia già ricevuto un provvedimento di rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno. Ai fini del rinnovo del documento devono sussistere tutte le condizioni richieste per l’ingresso nel territorio dello Stato; a questo proposito, l’art. 4, comma 3, D.Lgs. 286/1998 dispone il divieto di ingresso nel territorio dello Stato agli stranieri che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza di reato (art. 380 c.p.), per reati in materia di stupefacenti (DPR 390/1990), contro la libertà sessuale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, ecc. In questi casi, quindi, ai sensi dell’art. 5, comma 5, D.Lgs. 286/1998 il permesso di soggiorno deve essere revocato oppure il rinnovo deve essere rifiutato. Il ricorso contro il provvedimento di revoca o rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno non ne sospende gli effetti con la conseguenza che l’inottemperanza del decreto di espulsione e ordine di allontanamento è un reato. Nel tuo caso, tuttavia, dal momento che hai un fratello con cittadinanza italiana, potresti invocare il divieto di espulsione ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 286/1998, secondo cui non possono essere espulsi i cittadini stranieri che convivono con parenti italiani entro il secondo grado; ovviamente è necessario che sussista il requisito della convivenza. Ciò ti consentirebbe di provare a ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari, fermo restando però che la condanna penale anche in questo caso può essere valutata come indice di pericolosità tale da giustificare un eventuale rifiuto anche di questo tipo di permesso di soggiorno (cfr. art. 5, comma 5 bis, D.Lgs. 286/1998).

 

andreadamicis@mixamag.it