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per voi
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Ho compagna e figlia italiane, ma sono irregolare. Che posso fare?

Cara Mixa,

sono un cittadino senegalese e vivo in Italia da circa tre anni. Attualmente convivo con la mia compagna, una ragazza italiana con la quale però non sono sposato, e con nostra figlia, che ha poco più di sei mesi, anche lei cittadina italiana. In questo momento sono privo di un regolare permesso di soggiorno e vorrei regolarizzare la mia posizione per non dover lasciare il Paese e allontanarmi dalla mia famiglia. Come posso fare?

risponde: Andrea D'Amicis | avvocato penalista

Caro lettore,

prima di tutto bisogna precisare che l’attuale normativa in materia di immigrazione prevede una serie di casi in cui è fatto divieto di espellere o di respingere il cittadino straniero che si trova o che intende entrare nel territorio dello Stato (fatti sempre salvi casi di particolare gravità, come l’espulsione per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato). In particolare secondo quanto previsto dall’art. 19, comma 2, lett. c) del testo unico sull’immigrazione è fatto divieto di espellere il cittadino straniero che conviva con parenti entro il secondo grado o con il coniuge di nazionalità italiana.

Il divieto, quindi, non opera nel caso di semplice convivenza con la propria compagna (o con il proprio compagno); al contrario, invece, il divieto è pienamente operante in caso di convivenza con una figlia di nazionalità italiana, come è nel tuo caso.

Per altro verso, è anche importante quanto previsto dall’art. 30 del testo unico sull’immigrazione che disciplina il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari. Tra le varie ipotesi previste da questa norma, il permesso di soggiorno per motivi familiari può essere rilasciato ai cittadini stranieri genitori, anche naturali, di un figlio minorenne residente in Italia; in questo caso, inoltre il permesso è concesso anche a coloro che sono irregolari nel territorio dello stato perché privi di un valido titolo di soggiorno.

Con specifico riferimento alla tua posizione, per un verso deve ritenersi sussistente il divieto di espulsione di cui si è detto e per altro verso non dovrebbero esserci ostacoli affinché possa essere concesso il permesso di soggiorno per motivi familiari che consente l’accesso ai servizi assistenziali, all’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale, l’iscrizione nelle liste di collocamento e lo svolgimento di attività lavorativa.

 

andreadamicis@mixamag.it