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Sono un'immigrata arrivata in Italia irregolarmente. Che cosa devo fare per essere in regola?

Sono una cittadina del Camerun, entrata in Italia nel 2003 irregolarmente, con la falsa promessa di potermi regolarizzare una volta arrivata. Ho un figlio di 7 anni che vive nel mio paese. Purtroppo sin qui non sono riuscita a regolarizzare la mia posizione. Mi rivolgo a voi per sapere quali strade potrei percorrere per raggiungere questo obiettivo.

risponde: Paolo Oddi | avvocato specialista in diritto dell'immigrazione

Gentile signora, dal 2003 ad oggi nel nostro Paese è stata avviata una sola regolarizzazione, quella dello scorso settembre - prevista da d.l. 78/09, convertito con modificazioni in L. n. 78/09 -, che consentiva al datore che aveva alle proprie dipendenze una domestica o una badante (a partire da almeno tre mesi prima dell'entrata in vigore della legge) di regolarizzare la propria posizione e quella della lavoratrice, consentendole di accedere a un permesso di soggiorno per lavoro. Tuttavia questa possibilità scadeva lo scorso 30-9-2009.
Dopo questo provvedimento non se ne sono avuti altri.
Finora non è stato emanato nemmeno il decreto flussi 2010 che, se vedrà la luce, consentirà ai datori di avviare la pratica di chiamata nominativa in favore di lavoratori residenti all'estero (anche se in molti casi, in passato, è stato evidente che questi lavoratori fossero già in Italia e che quindi il decreto flussi sia servito in larga misura a regolarizzarne il soggiorno).
È opportuno anche che lei sappia che le norme sull'immigrazione sono state inasprite dalla L. 94/09, che ha introdotto il reato di ingresso e soggiorno illegale (si rischia un processo penale davanti al Giudice di pace e una condanna a un'ammenda da 5 a 10mila euro), nonché di essere trattenuti - in caso di espulsione - nei CIE (centri di identificazione e espulsione) fino a sei mesi.
A Milano, in ogni caso, le associazioni umanitarie (Caritas - Servizio accoglienza immigrati, NAGA, Opera San Francesco e altre ed i sindacati (ad esempio gli uffici immigrazione di CGIL, CISL, UIL) le possono fornire ogni chiarimento per ridefinire al più presto il suo progetto migratorio che al momento non necessita dell'intervento di un legale".

 

paolooddi@mixamag.it