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Licenziato anche se a tempo indeterminato. Ora l'azienda ha nuovo lavoro: ho diritto al reintegro?

Gentile Avvocato Zironi,

il nostro servizio di orientamento e accompagnamento al lavoro sta seguendo un signore tunisino, che si è rivolto a noi per essere aiutato nella ricerca del lavoro. Il Sig. Ali è regolarmente in Italia dal 2002, ha la carta di soggiorno, e ha moglie e un figlio. Parlando delle sue precedenti esperienze, ci ha detto con amarezza di essere stato licenziato dalla ditta di costruzioni presso cui ha lavorato per 5 anni. La lettera di licenziamento porta la data del 19 maggio 2008. Nella stessa si fa riferimento a motivazioni legate alla riduzione di personale. Il lavoratore dice di essere rimasto stupefatto, perché era assunto a tempo indeterminato. L'azienda era evidentemente sotto i 15 dipendenti, e partanto non credo che si sarebbe potuto fare molto, a suo tempo. Ora, però, il lavoratore dice di sapere per certo che l'azienda ha ottenuto un grosso appalto per la costruzione delle strade di un comune dell'hinterland di Milano. La sua informazione sembra confermata da una ricerca in internet che abbiamo fatto insieme (l'assegnazione è per il biennio 2009/10, ed è avvenuta con asta a ribasso nell'aprile 2009). Se le cose stanno così, il lavoratore avrebbe diritto al reintegro?

risponde: Federica Zironi | Avvocato del Lavoro

Gentile signore,

purtroppo rilevo diversi problemi in merito alla situazione del signor Ali ed al licenziamento inflittogli quasi due anni fa. Il primo problema è proprio legato alle tempistiche nel senso che il licenziamento deve essere obbligatoriamente impugnato entro 60 giorni dal ricevimento della lettera che lo determina. Nel caso del signor Ali, non è stato specificato se la decisione aziendale sia mai stata impugnata e nei termini di legge (ossia entro il 18 luglio 2008) perché, se questo passaggio non è stato fatto, nulla si può rivendicare in merito al licenziamento. Se invece la decisione aziendale è stata regolarmente impugnata, il signor Ali potrebbe ancora rivendicare l’illegittimità del licenziamento con una causa giudiziale, ma questo non porterebbe comunque alla ricostituzione del rapporto di lavoro. Infatti, per le aziende medio – piccole, ossia per le imprese con meno di 15 dipendenti, non trova applicazione l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori che prevede la riammissione in servizio in caso di licenziamento illegittimo, ma trova invece applicazione l’art. 8 della L. 604/66 che prevede un risarcimento del danno a seguito di un licenziamento illegittimo compreso tra le 2,5 e le 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita dal lavoratore. L’ultimo problema legato alla vicenda è che la legittimità o meno del licenziamento deve essere verificata secondo la situazione aziendale presente al momento del licenziamento o nelle immediate vicinanze; in questo caso sono passati quasi 2 anni dal licenziamento ed è molto difficile collegare l’attuale situazione della ditta di costruzioni che ha ottenuto un nuovo appalto e la situazione che ha determinato il licenziamento del signor Alì nel maggio 2008.

 

federicazironi@mixamag.it